Mistero, rinascita, pace.
L’albero del Mandorlo ha sempre avuto, nel corso della storia, una valenza simbolica molto profonda e significativa. Esso venne portato qui in Sicilia dai Fenici per poi diffondersi in tutto il Mediterraneo. Nella mitologia greca il mandorlo aveva un duplice simbolismo: da un lato rappresentava la speranza e la delicatezza con i suoi fiori bianchi insieme al coraggio e alla determinazione, poiché è il primo albero a fiorire, evidenziando così tutta la sua forza; dall’altro lato era considerato simbolo di fragilità, poiché i suoi fiori, bianchi e rosati appena sbocciati, poco prima di cadere, diventano completamente bianchi, simboleggiando la finitezza della vita e il suo stesso ciclo che si conclude con la vecchiaia e i capelli bianchi.


Un simbolismo così peculiare che secoli dopo venne accolto anche dalla religione cristiana. Essendo il primo albero a fiorire, simboleggia la resurrezione di Gesù che è stato il primo fra i risorti. Poiché, come Cristo nasconde la sua natura divina in quella umana, così il frutto è racchiuso nel guscio. La mandorla rappresenta il segreto, custodito all’interno e da scoprire rompendo il suo guscio che è molto duro, in quanto racchiude il seme, che, svelato, da mistero, si tramuta in verità, che può essere conosciuta solo da chi è capace di spaccare la scorza.
Quindi Guscio e Seme rappresentano simbolicamente il percorso da compiere per arrivare alla comprensione della verità che si nasconde dietro ciò che appare e per comprendere la vera essenza della vita. Un simbolismo che ha attraversato i secoli e che è stato solennizzato nella delicata leggenda dei due giovani amanti: la storia di Fillide e Acamante.Una stupenda leggenda di amore, di morte ma anche di rinascita: una delle vicende amorose più commoventi e sfortunate che ci sia stata tramandata.Acamante era un eroe greco, di lui si narra che, in viaggio verso Troia, sostò per qualche giorno in Tracia. Qui conobbe la principessa Fillide e non appena gli sguardi dei due giovani si incrociarono, nacque un tenero e sconvolgente amore. Ma il destino di Acamante era segnato dalla guerra di Troia: la fanciulla attese l’innamorato per dieci anni e, venuta a conoscenza della caduta di Troia, non vedendo alcuna nave all’orizzonte, immaginò che l’amato fosse morto e si lasciò morire di dolore. La dea Atena impietosita dalla loro storia trasformò Fillide in un mandorlo e quando Acamante, in realtà ancora in vita, venne a conoscenza di questa trasformazione, si recò nel luogo dove c’era l’albero e lo abbracciò con amore e con dolore. Fillide sentì quell’abbraccio e, in cambio, fece spuntare dai nudi rami dei piccoli fiori bianchi. E ogni anno, quando i primi timidi raggi di sole intiepidiscono l’aria, assistiamo al meraviglioso incanto di quell’abbraccio eterno, simbolo dell’amore senza tempo.

E’ il miracolo della vita che continua ciclicamente a ritornare, un miracolo che solo l’amore può rendere possibile. La natura si ripete ogni anno così come la fioritura del mandorlo continuerà sempre ad anticipare la primavera. In questo periodo, le prime settimane di marzo, vengono afesteggiare quest’evento, ad Agrigento, l’antica Akragas, oggi capitale italiana della cultura, gruppi folkloristici da tutto il mondo. Le rappresentanze di tanti paesi giungono con lo scopo di dimostrare come sia possibile stare insieme nel ricordo di un mito, di un amore, per festeggiare l’imminente primavera. Il Festival diventerà negli anni l’emblema della fratellanza tra i popoli e si caricherà di un forte significato di pace.<< Pace è rispettare ogni diversità e ogni uomo>>.
(Lucilla Anzalone)



