La Procura di Barcellona, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del pensionato Sebastiano Pirri, 64 anni, detenuto dal 9 luglio dello scorso anno con l’accusa di aver ucciso il figlio 41enne Angelo.
La richiesta è stata formalizzata allo scadere dei termini successivi alla conclusione delle indagini preliminari e sancisce il passaggio alla fase predibattimentale.
Sebastiano Pirri, originario di Montalbano Elicona e separato da anni dalla prima moglie e che in nuove nozze abitava a Barcellona -difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Presti- è imputato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione anche se continua a sostenere la sua innocenza. Secondo la ricostruzione della Procura diretta dal dr. Giuseppe Verzera, il genitore avrebbe cagionato la morte del figlio nella tarda serata del 3 giugno 2025, il cui cadavere fu rinvenuto il 6 giugno in avanzato stato di decomposizione nella cunetta tra l’A20 e la strada interpoderale di Pace del Mela in contrada San Gaspano, attingendolo con un colpo di arma da fuoco calibro 7,65 alla nuca. Oltre all’accusa di omicidio, all’imputato vengono contestati anche i reati di detenzione illegale e porto abusivo di arma da fuoco e munizioni calibro 7,65 (marca Geco illegalmente portata in luogo pubblico) con recidiva reiterata e specifica in quanto era già stato condannato in via definitiva per aver concorso nel delitto dell’infermiera Grazia Rosa Nastasi, che sarebbe stata coinvolta in un traffico di droga, uccisa nel 1987 e poi bruciata sul greto di un torrente.
L’impianto accusatorio è stato costruito attraverso una complessa attività investigativa basata su immagini di videosorveglianza, riscontri testimoniali, intercettazioni ambientali condotti dai Carabinieri con il supporto del RIS di Messina, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia” e del 12° Nucleo Elicotteri di Catania e analisi dei tabulati telefonici. Un delitto a sangue freddo, una vera esecuzione, seguita dal tentativo di far sparire il corpo: l’assassino avrebbe trascinato la vittima oltre la recinzione dell’autostrada Messina-Palermo, attraverso un varco ricavato nella rete, lasciando il corpo in un canale di scolo ai margini della carreggiata. Le indagini, avviate sin dalle prime ore dopo il ritrovamento del corpo, hanno permesso di ricostruire il quadro indiziario a carico del padre della vittima. Un elemento clou è rappresentato dalle immagini acquisite nella zona del centro commerciale “Mondo Legno”, dove una telecamera ha registrato, alle 21.59 del 3 giugno, un rumore ritenuto compatibile con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco, consentendo agli inquirenti di fissare l’ora dell’omicidio quando ancora il 64enne era in compagnia del figlio ma ha sempre negato che si sia mai verificata. Quello di Angelo Pirri – così come riferito dalla sua ultima compagna – doveva essere l’ultimo viaggio verso la Sicilia, in quanto la stessa vittima designata avrebbe scelto di trasferirsi in provincia di Brescia , perché forse aveva già percepito i pericoli a cui andava incontro. Angelo era padre di un adolescente avuto da una precedente relazione.
Sebastiano Pirri ha ammesso di aver accompagnato quella sera in auto il figlio a Giammoro, di rientro da un viaggio a Napoli dove risultava residente poiché vive la compagna, in quanto aveva un appuntamento con delle persone. Poco dopo si è allontanato con la sua Fiat Grande Punto per andare a casa a prendere un pc portatile e dei droni che avrebbe dovuto riportare al figlio. Ma questi non lo ha più richiamato e Sebastiano Pirri è rimasto a casa.
La difesa, con l’avvocato Giuseppe Lo Presti, ha annunciato il deposito di una consulenza balistica sullo sparo registrato dal sistema di vigilanza del centro commerciale della zona, ribadendo l’innocenza di Sebastiano Pirri e chiedendo una diversa valutazione del quadro indiziario. Dovrà essere il gup a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura e a stabilire se fissare un processo, nel quale la responsabilità penale dovrà essere accertata nel pieno contraddittorio tra le parti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

(Giovanni Luca Perrone)



