Il disco giusto per le feste.
Recensioni al primo ascolto, se serve pure al secondo e al terzo.
Nel 2025 facciamo conoscenza a livello nazionale dell’interessante personaggio di Lucio Corsi che si impone al pubblico grazie al Festival di Sanremo, grazie al suo look, alla sua musica vintage ed ai suoi strumenti altrettanto vintage, alla sua educazione (merce rara al giorno d’oggi) e per tante altre cose. Ora non è che questo personaggio è caduto all’improvviso dal cielo, prima di arrivare a Sanremo Lucio ha fatto diversi anni di gavetta su e giù per i Club e i Festival italiani prima di essere accolto tra le braccia della lungimirante Sugar Music nel 2019, etichetta che ha prodotto il suo secondo e terzo album. Nel 2024 pubblica il singolo “Tu sei il mattino” che va a fare parte della colonna sonora della serie TV “Vita da Carlo”, dove tra l’altro Lucio appare come attore nella parte di se stesso. Da qui la gente si comincia ad accorgere del personaggio, subito dopo viene il Festival della Musica Italiana dove si presenta col pezzo “Volevo essere un duro”, duetta con Topo Gigio, si piazza sul podio al secondo posto e riceve anche il premio della critica. Per una serie di strane vicissitudini si ritroverà a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest ed anche da lì ne esce con un dignitosissimo quinto posto. E no, comunque non è solo culo quello che ha segnato la sfolgorante impennata di successo di Lucio. Il culo, quello c’è sempre, ma c’è anche una buona parte di marketing e poi c’è lui e il suo personaggio, personaggio che ha un peso non indifferente nella vicenda.
Vedete, Lucio è il tipo che riesce a mettere d’accordo diverse generazioni e diverse tipologie di amanti della musica. Lucio incarna l’amore per gli anni 70 col suo look alla Ziggy e la sua maschera tra Pierrot, Lino Vairetti e Peter Gabriel. È abbastanza giovane da piacere alle nuove generazioni, senza trucco quando lo senti parlare piace pure alle nonne, la sua musica spazia tra il pop e il cantautorato, tra l’indie e il rock, insomma ce n’è per tutti, ma soprattutto da questa persona traspare l’amore incondizionato per la musica. A marzo è uscito il suo quarto album in studio che ha lo stesso titolo del pezzo presentato a Sanremo.
“Volevo essere un duro” è una raccolta di 9 storie in musica che rappresentano una rielaborazione delle esperienze di vita del cantautore in poco più di 30 minuti. Un ritratto nostalgico costellato dalla rappresentazione di alcuni strani personaggi come Francis Delacroix, il Re del rave, Rocco Giovannoni il bullo, dalle donne come Ines, Rita e Giulia, dai compagni di classe, le maestre e i professori. Un pop rock moderno dal retrogusto vintage e qualcosa che mi rimanda a Graziani, Venditti, Tozzi e ai più grandi successi italiani degli anni 80. Interpretazione e arrangiamenti molto sentiti, citazioni meravigliose che ti fanno sorridere e una scrittura dei testi esemplare. Dell’intero disco “Tu sei il mattino” è la punta di diamante, il racconto di una prima volta in musica, espresso con una delicatezza sconvolgente. In un epoca caratterizzata da testi truzzi, intrisi di strafottenza, violenza e sessismo, sgrammaticati ma spacciati come ambasciatori neolinguistici, la scrittura di Lucio sembra un faro nella notte più buia.
Un buon lavoro, forse troppo breve, ma quello dell’elfo toscano è certamente il disco di Natale di quest’anno, quello di cui abbiamo bisogno. Da ascoltare, in queste sere d’inverno, al freddo, all’aperto in mezzo agli amici con un bel bicchiere di vin brulè, tanto dura poco. Poi potete tornare ad ascoltare i Wham o Mariah Carey.
Buone feste.
(TadDJ)