8.7 C
Milazzo

Merì, ARCORACI ROMPE IL SILENZIO: «Basta ambiguità, i cittadini meritano rispetto. ORA INTERVENGA LA PREFETTURA»

Pubblicato il :

Un comune in “stand-by”, un’amministrazione che naviga a vista e un silenzio che, dopo oltre 150 giorni, non è più considerato accettabile dalle opposizioni ed a Merì l’atmosfera si surriscalda: il Primo Cittadino è assente da fine luglio e ci si interroga sul futuro di un ente che sembra aver perso il suo timone.

- Advertisement -

​A lanciare l’affondo è il Dott. Carmelo Arcoraci, esponente di spicco di Forza Italia e primo degli eletti alle consultazioni del 2022. Dopo mesi di prudenza e rispetto umano, l’ex assessore ha deciso di alzare il velo su una situazione definita “anomala” e “insostenibile”.

​Secondo Arcoraci, la tesi di una gestione coordinata “da remoto” non regge alla prova dei fatti. «Se le scelte fossero davvero coordinate dal sindaco, ce ne saremmo accorti», attacca l’esponente azzurro, sottolineando come l’intero apparato amministrativo si sia trincerato dietro una linea del silenzio che calpesta i principi di trasparenza e verità dovuti agli elettori.

​Il punto centrale della critica riguarda la legittimità politica: in un sistema dove il sindaco è eletto direttamente dal popolo, la sua assenza prolungata non può essere colmata da figure nominate, come il vicesindaco, che non godono dello stesso mandato popolare.

​Il vuoto di potere sta alimentando un sottobosco di indiscrezioni. Tra i corridoi del palazzo municipale si rincorrono voci di dimissioni imminenti e scenari di elezioni anticipate. Un clima di incertezza che, secondo Arcoraci, rischia di minare definitivamente la credibilità delle istituzioni locali.​«Quando il silenzio diventa sistematico, si trasforma in complicità. Adesso basta!»

 

​L’ex assessore non si limita alla denuncia, ma chiama alle armi il Consiglio Comunale. L’appello è rivolto soprattutto ai consiglieri “liberi”, affinché escano dall’immobilismo e dagli equilibri di convenienza. La richiesta è chiara: attivare ogni strumento istituzionale, inclusa la segnalazione alla Prefettura, per verificare se esistano ancora le condizioni per il regolare funzionamento dell’ente.

​«Questa non è una polemica sterile, ma una battaglia per la dignità di Merì», conclude Arcoraci. La palla passa ora all’aula consiliare: il tempo dell’attesa sembra essere ufficialmente scaduto.

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img