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Messina. La UIL chiede chiarezza e giustizia per il lavoratore deceduto a Valdina

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“Siamo costretti, per l’ennesima volta, a registrare un nuovo morto sul lavoro vittima di un incidente avvenuto a Valdina. Purtroppo, la mattanza prosegue senza sosta e, nell’assoluta assenza di seri provvedimenti legislativi, il 2026 inizia nel peggiore dei modi. Ma l’aspetto che rende ancor più amara questa drammatica vicenda è rappresentato dal fatto che il lavoratore morto a seguito di una caduta da un’altezza di circa quattro metri aveva 69 anni. Si tratta di un ulteriore sfregio che dovrebbe rivoltare le coscienze di chi, nei fatti, non fa nulla per fermare questa vera e propria strage di innocenti. E’ inammissibile ed inaccettabile lavorare a 69 anni e lo è molto di più lavorare ad altezze proibitive e pericolose anche per un giovane ventenne. Auspichiamo vivamente che le Forze dell’Ordine e la Magistratura facciano chiarezza e giustizia su questa nuova morte sul lavoro. Lo ribadiamo da troppo tempo: è inammissibile uscire di casa per andare semplicemente a lavorare e tornare dentro una bara. Pertanto, nel rivolgere le più sentite condoglianze alla famiglia dello sfortunato lavoratore, ribadiamo che prevedere il reato di omicidio sul lavoro e, contestualmente, raggiungere “Zero Morti sul Lavoro” rappresentano due obiettivi fondamentali ed indispensabili per fermare questa mattanza infinita poiché sono elementi dirimenti di civiltà e di ineludibile garanzia sociale” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Tirrenica.

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