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Messina, L’URLO DI VALLE DEGLI ANGELI: l’ex scuola “Nicholas Green” MONUMENTO DELL’ABBANDONO

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Macerie, siringhe e fiamme dove doveva esserci il futuro. Sandy Paone lancia l’appello: “Restituiamo dignità a quel nome. Trasformiamo questo scempio in un polo di cultura e solidarietà”.

Esiste un luogo, a Messina, dove la memoria non trova pace. È l’ex scuola di Valle degli Angeli, un plesso che dal 1994 porta il nome di Nicholas Green, il bambino la cui morte tragica insegnò all’Italia intera il valore immenso della donazione degli organi. Oggi, quel nome è impresso su mura scrostate e circondato da un deserto di degrado.

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Chiusa dal 2011 per difetti strutturali, la struttura è scivolata in un oblio fatto di rifiuti, mobili distrutti e siringhe. I numerosi incendi che l’hanno colpita negli anni ne hanno compromesso la stabilità, rendendola un rifugio precario per i senzatetto e un pericolo costante per l’incolumità pubblica.

“Lasciare quella struttura in queste condizioni significa tradire il messaggio che quel nome rappresenta”, dichiara con fermezza Sandy Paone, figura nota nel quartiere e pronta a portare la battaglia nelle sedi amministrative. “Nicholas aveva solo 7 anni. La scelta della sua famiglia fu un atto d’amore che scosse le coscienze. Onorare la sua memoria con questo scempio è una ferita aperta per tutta la città”.

La storia dell’edificio è un susseguirsi di occasioni mancate. Dieci anni fa, la Terza Circoscrizione propose persino di rimuovere l’intitolazione per evitare di accostare ulteriormente il nome di Nicholas a tanto orrore, ma l’iter non partì mai. Progetti di recupero, promesse elettorali e scontri social si sono infranti contro il muro di una politica che sembra aver dimenticato la periferia.

Per Sandy Paone, la soluzione non è la rassegnazione, ma la visione. L’ex scuola non deve essere solo demolita o recintata, ma restituita alla comunità.

Polo Civico: uno spazio per laboratori, attività giovanili e sportelli di supporto alle famiglie.

Centro della Solidarietà: un luogo dedicato alla cultura della donazione, per trasformare il sacrificio di Nicholas in educazione civica permanente.

Parco Urbano: una bonifica totale per creare un’area verde attrezzata con uno spazio commemorativo degno di questo nome.

“Riqualificare quest’area non è solo urbanistica: è un dovere morale,” conclude la Paone. “Messina deve dimostrare di saper custodire i propri simboli. Quel nome merita rispetto, non l’odore acre del fumo e l’indifferenza delle istituzioni.”

Oggi, l’ex Nicholas Green non è più una scuola, ma un monito: il simbolo di una città che deve decidere se continuare a farsi paralizzare dai giochi di potere o ricominciare a prendersi cura dei suoi figli più fragili e della sua memoria più cara.

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