Oggi, sabato 28 marzo, si terrà a Messina la manifestazione a sostegno del Ponte sullo Stretto. Questa si svolgerà in piazza del Municipio a partire dalle ore 16 e rappresenta la prima iniziativa di questo tipo dal 2006. Finora, infatti, si erano mobilitati soltanto i contrari all’opera.

Prevista un’ampia adesione, con una quaranta di organizzazioni che aderiscono all’iniziativa. In città arriveranno anche 25 pullman provenienti dalle aree limitrofe, segno di una mobilitazione significativa.
Gli organizzatori hanno scelto di non esporre simboli di partito. L’evento darà spazio alle voci di semplici cittadini, associazioni e realtà sociali ed economiche. Tutti i partecipanti condividono il sostegno a un’opera considerata strategica. In particolare il progetto è visto come un’opportunità per rilanciare l’occupazione e la produzione nel Mezzogiorno e nell’intero Paese. L’opera viene ritenuta inoltre fondamentale per contrastare lo spopolamento e il ritardo infrastrutturale, favorendo al tempo stesso un percorso verso la modernità.
Tra i promotori figurano anche varie sigle sindacali, come CISL, UGL, CISAL e altre realtà del settore. Hanno inoltre aderito organizzazioni legate al mondo dei trasporti, dell’agricoltura e dei consumatori, insieme a comitati spontanei, centri studi e associazioni universitarie. In seguito hanno dato la propria adesione realtà come Confindustria, UnionCamere, ANCE e Confagricoltura.
Alla manifestazione parteciperanno numerosi rappresentanti istituzionali. Tra questi ci saranno il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi e diversi sottosegretari. Presenzieranno anche il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, e quello della Regione Calabria Roberto Occhiuto, insieme all’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
In conclusione, prenderanno parte all’iniziativa anche esponenti del mondo imprenditoriale e istituzionale, come Luigi Rizzolo, Giovan Battista Perciaccante, Vincenzo Franza e Ivo Blandina. La loro presenza conferma l’ampio sostegno all’iniziativa da parte del mondo economico e produttivo.
Una lotta contro il tempo quella in corso. Qualora i lavori non iniziassero davvero dopo l’estate, infatti, l’opera rischierebbe di non vedere la luce. Questo, almeno, in caso di vittoria del campo largo, la cui grande maggioranza è contraria. Proprio l’inizio dei lavori, peraltro, darebbe linfa nuova a un esecutivo che ha senz’altro bisogno di interventi di peso per consolidare il proprio consenso nel Mezzogiorno.



