Operazione antiusura della Polizia di Stato a Messina. Su delega della Procura peloritana, gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Gip del Tribunale di Messina, nei confronti di cinque persone indagate per il reato di usura.

Il provvedimento arriva al termine degli interrogatori preventivi dello scorso 16 febbraio scorso e prevede gli arresti domiciliari per quattro indagati, mentre per un quinto è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I NOMI
Domiciliari per: Fabio Tortorella, Angelo Muni, Giuseppe Finocchiaro, Pietro Mazzitello. Obbligo di presentazione alla P.G. per Giuseppe Pennestrì.
L’inchiesta si inserisce in un più ampio filone investigativo coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e condotto dalla Squadra Mobile della Questura di Messina. Le indagini hanno consentito di ricostruire un solido quadro indiziario relativo a diverse vicende di usura consumate nel territorio cittadino, emerse grazie alla denuncia della vittima.
La persona offesa ha riferito di aver contratto nel tempo più prestiti a condizioni vessatorie, fornendo agli investigatori dettagli sui creditori, sulle somme ricevute e sugli importi già restituiti o ancora dovuti.
Tra gli episodi contestati, quello che vede coinvolto un 51enne messinese che, approfittando dello stato di bisogno della vittima, avrebbe concesso un prestito pretendendo interessi e ulteriori vantaggi fino alla totale restituzione del capitale, con un tasso annuo che si aggirava intorno al 300%. Analoga condotta è stata attribuita a un 55enne, anch’egli originario di Messina: quello che inizialmente appariva come un “prestito amichevole” è stato ricondotto, alla luce degli accertamenti, a un rapporto di natura usuraria.
Ulteriori condotte illecite sono state contestate a un 47enne, un 42enne e un 30enne che, secondo l’accusa, avrebbero prestato denaro alla stessa vittima pretendendo la restituzione di somme di gran lunga superiori rispetto a quelle erogate, applicando tassi ben oltre la soglia prevista dalla legge e ricorrendo anche a minacce per ottenere i pagamenti.
Nel corso delle indagini, la Squadra Mobile ha inoltre arrestato in flagranza un altro soggetto, sorpreso mentre riceveva una somma di denaro quale rata di un prestito usurario. L’operazione rappresenta un nuovo intervento nel contrasto al fenomeno dell’usura, reato che colpisce in particolare persone in condizioni di difficoltà economica, spesso costrette a rivolgersi a canali illegali di credito.



