Si è chiuso a quasi dieci anni dai fatti (novembre 2016) il processo sulla tragedia del traghetto Sansovino al molo Norimberga del porto di Messina, in cui persero la vita i lavoratori Gaetano D’Ambra, Cristian Micalizzi, Santo Parisi a causa dell’esalazione di sostanze tossiche.


La giudice monocratica del tribunale peloritano Alessandra Di Fresco ha deciso sulle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose plurime giudicandole provate per Luigi Genchi (2 anni e 4 mesi) all’epoca amministratore delegato della società, Domenico Cicciò, ispettore alla manutenzione, e la società stessa Caronte&Tourist Isole Minori (condannata a una sanzione di 225 mila euro complessivi” La giudice ha invece assolto Fortunato De Falco e Giosuè Agrillo con la formula “per non aver commesso il fatto”. La giudice ha dichiarato, infine, non doversi procedere nei confronti di Genchi, Cicciò e De Falco in relazione ad alcuni reati essendo, nel frattempo, intervenuta la prescrizione.
Era il 29 novembre del 2016. Il traghetto Sansovino della compagnia Caronte&Tourist Isole Minori era ormeggiato al molo Norimberga del porto, e quel giorno si dovevano svuotare le casse di raccolta delle acque di garage della stiva numero 1, la “stivetta”. Ma i tre marittimi che ci stavano lavorando vennero investiti dal gas “killer” che si sprigionò durante le operazioni, esalazioni altamente tossiche che purtroppo si rivelarono fatali.
Dopo il rinvio a giudizio, che risale al febbraio del 2019 (aveva scelto la strada del patteggiamento il comandante della nave Salvatore Virzì che aveva concordato 2 anni, pena sospesa), erano imputati al processo – le qualifiche si riferiscono all’epoca dei fatti – Luigi Genghi, armatore della motonave Sansovino, Domenico Cicciò, ispettore tecnico della Caronte&Tourist Isole Minori, Fortunato De Falco, direttore di macchina, e infine Josuè Agrillo, d.p.a. della Seastar Shipping Navigation ltd., la società di gestione che era deputata al controllo e alla verifica della corrette attuazione delle procedure previste dal manuale di gestione della sicurezza a bordo della Sansovino, e infine la società Caronte&Tourist Isole Minori come persona giuridica.
“Continuiamo ad avere massima fiducia nell’operato della magistratura. La sentenza di primo grado è il tassello di un mosaico che si concluderà solo con la sentenza definitiva e che siamo certi farà chiarezza su una tragedia che è ancora nel cuore di tutti noi. Continuiamo a sentirci vicini alle famiglie di Cristian, Gaetano e Santo, vittime di un evento imponderabile del quale porteranno traccia imperitura la memoria individuale e quella collettiva di un’azienda e di un Gruppo che da sempre considerano la sicurezza una priorità culturale” ha commentato Caronte&Tourist.



