Nuova raffica di deferimenti da parte della Corte dei conti per il mancato versamento al Comune della tassa di soggiorno riscossa dai clienti dagli albergatori di Milazzo. La stangata più pesante ad un hotel che non ha versato il dovuto al Comune, opponendosi all’iniziale invito a regolarizzare la propria posizione. La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha condannato la società milazzese a pagare in favore del Comune di Milazzo 83 mila euro, comprensivi delle spese di giudizio. Gli anni di imposta non versata sono stati ben sei (dal 2017 al 2022). Le

sanzioni irrogate dalla Corte dei Conti hanno comunque avuto il loro peso sulla decisione di diversi titolari di strutture ricettive di versare a palazzo dell’Aquila quello che i turisti pagano extra soggiorno.
«Lo scorso anno abbiamo modificato il regolamento relativo all’applicazione del tributo per consentire anche a coloro che sono in difficoltà di poter rispettare le regole. Il regolamento innanzitutto individua le strutture ricettive presenti sul territorio comunale, ben 162, la maggior parte delle quali sono classificate come “case vacanze” non in regola e in tal senso il Suap sta sollecitando i titolari ad adempiere- ha detto l’assessore ai tributi Roberto Mellina-. Inoltre, vi sono 15 hotel e una pensione. Una presenza che ovviamente lascia immaginare un notevole gettito della tassa di soggiorno. Nella realtà non è così e in questi mesi gli Uffici hanno inviato delle intimazioni a pagare pena la sospensione dell’attività e la successiva chiusura. Con questa modifica al regolamento, contiamo di agevolare chi è rimasto indietro».
Infatti, nonostante il reato non sia più considerato rilevante dal punto di vista penale, assume una valenza importante dal punto di vista del danno erariale.
(Giovanni Luca Perrone)



