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Milazzo, MIDILI RIFIUTA IL CONFRONTO con gli avversari: LE REAZIONI DI VACCA, ITALIANO, FALLITI, TORRE E CASTELLI

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«Non intendo prendere parte a iniziative che vengono definite “confronti” ma che, nei fatti, si riducono a occasioni per delegittimare il lavoro svolto in questi anni, rischiando di alimentare nella cittadinanza percezioni distorte basate su attacchi personali e informazioni fuorvianti».

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Con queste parole il Sindaco Pippo Midili rifiuta la sfida degli avversari politici in lizza per diventare primo cittadino e di sostenere un dibattito pubblico pre elettorale. Molti sono i temi caldi alla vigilia del ritorno alle urne a cui mancano solo 45 giorni per scoprire il risultato voluto dai milazzesi.
“Apprendo che il sindaco uscente Pippo Midili ha deciso di non partecipare più ai confronti pubblici.
Una scelta singolare.
Soprattutto in una fase in cui i cittadini avrebbero tutto il diritto di ascoltare, capire e confrontare visioni diverse di città”, sostiene Michele Vacca alla guida dei Progressisti (M5S, Pd, Rifondazione comunista).
“Sarebbe stato interessante mettere a confronto due idee di Milazzo: da una parte quella che proponiamo noi, costruita con mesi di lavoro, ascolto e partecipazione; dall’altra quella che il sindaco immagina per i prossimi cinque anni. Senza ridurre tutto a un “contano i fatti”, che suona più come un arroccarsi dietro una giustificazione tanto semplice quanto poco convincente.

Un’occasione utile per tutti. Evidentemente non per tutti necessaria.
Per qualcuno, evidentemente, il confronto è utile solo quando si trasforma in attacco o polemica. Ma dopo cinque anni di toni spesso sopra le righe verso le opposizioni, spesso senza contraddittorio, stupirsi che quelli stessi toni vengano utilizzati oggi sarebbe quasi ingenuo. Cosa ci aspettava, fiorellini e ramoscelli d’ulivo?”- incalza Vacca-.

“Siamo fermamente convinti che il confronto pubblico sia uno strumento democratico fondamentale per mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere liberamente e consapevolmente.
È il luogo in cui si spiegano le scelte, si discutono le priorità e si costruisce consapevolezza.

Abbiamo scelto di affrontare questa campagna elettorale parlando di temi, proposte e di una visione alternativa di città. Per questo rivolgo un invito pubblico al sindaco Midili, con il quale era previsto un confronto il prossimo 16 aprile: confrontiamoci- conclude-.
Perché noi continueremo a esserci.
Senza sottrarci. Senza paura”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Lorenzo Italiano- sostenuto da movimenti civici, Azione e Socialdemocrazia- che al mancato confronto spiega:
“Come sappiamo la democrazia si basa sul confronto libero tra idee opposte. Evidentemente a Midili questo concetto non e’ chiaro. Sono quindi realmente dispiaciuto nel non poter dare, anche se non per causa mia, questa opportunità di verità ai cittadini di Milazzo ma sono sempre pronto a raccontare la mia storia politica e su quello che e’ stato fatto e su quanto vogliamo realizzare nel nuovo programma condiviso con la collettività”.
Piu’ serena la reazione di Carmelo Torre che non resta sorpreso di fronte a questa scelta : “Era prevedibile davanti alla mia lista Carta Canta che il primo cittadino Midili si trovasse in difficoltà a ribaltare le continue bugie che hanno caratterizzato la sua azione amministrativa. Nessuna meraviglia perché la città è stata sempre guidata da un ‘padre padrone’ di cui Milazzo non ne ha più bisogno”. Pungente la presa di posizione di Laura Castelli al timone di Sud chiama Nord: “Volutamente preferisco non commentare questa scelta del sindaco uscente”. Nelle prossime ore potrebbe intervenire con un nuovo video messaggio rivolto alla comunità per ribadire che “il confronto è il sale della democrazia!”.
Non tarda ad arrivare la dura replica del dottore Peppe Falliti, esponente di Controcorrente: “Midili teme il confronto!
Quanto accaduto nelle ultime ore è grave, e non può essere derubricato a una semplice scelta organizzativa. Un confronto pubblico con il sottoscritto, concordato da tempo, viene annullato il giorno prima. Non per cause di forza maggiore, ma per una decisione politica precisa. Una decisione che arriva dopo aver già partecipato ad altri confronti con candidati diversi. Questa non è solo una scelta: è una rottura evidente del principio di coerenza e di equità”. E continua:
“Perché le regole, se valgono, devono valere per tutti e sempre. Non possono cambiare a seconda dell’interlocutore o della convenienza del momento.
Le motivazioni addotte non chiariscono, ma aggravano la situazione. Si parla di “attacchi” e di “delegittimazione”, come se la critica politica fosse un’anomalia da evitare. Ma mettere in discussione l’operato di chi ha governato non è una distorsione del confronto democratico: è esattamente ciò che i cittadini si aspettano di vedere. Se il confronto viene rifiutato perché contiene critiche, allora non si sta difendendo la qualità del dibattito. Midili sta semplicemente evitando il dibattito”. “E poi c’è un punto decisivo- conclude-: sostituire il confronto pubblico con eventi organizzati in autonomia, senza contraddittorio, non è una soluzione. È un modo per parlare senza essere messi in discussione. Ma la democrazia non funziona così”.

(Giovanni Luca Perrone)

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