Su richiesta della Procura di Barcellona, il gup del Tribunale Eugenio Fiorentino ha disposto ieri, il rinvio a giudizio dinanzi alla Corte d’Assise di Messina per l’udienza del 17 giugno nei confronti del 60enne barcellonese Mike Corica, che il 13 marzo in fase cautelare era stato scarcerato a seguito dell’annullamento con rinvio da parte della Cassazione al Tdr di Messina che aveva riqualificato il reato di omicidio doloso in colposo per il delitto della badante russa 75enne Raisa Kiseleva, trovata senza vita nel greto del torrente Longano nel luglio 2025

Al 60enne, adesso, sono state imputate nuovamente, a seguito dell’impugnazione del provvedimento di annullamento nei termini da parte della Procura di Barcellona, della decisione del Tribunale del riesame, le contestazioni originarie di omicidio doloso e non più l’ipotesi di semplice omicidio colposo per come avevano stabilito i giudici del Tribunale del riesame sulla base delle linee guida della Cassazione.
Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, la morte della donna sarebbe avvenuta nella notte del 7 luglio 2025, nei pressi del muretto di contenimento che costeggia l’argine del torrente Longano, a Barcellona Pozzo di Gotto. Il corpo era stato ritrovato cinque giorni più tardi nel greto del torrente, a poca distanza dall’abitazione dell’imputato a cui ora la Procura contesta nuovamente l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della relazione affettiva e con un’ulteriore aggravante comune, riferita ai casi in cui il delitto viene commesso approfittando di circostanze tali da rendere la vittima più debole o incapace di difendersi.
Nel corso dell’udienza preliminare, il giudice ha anche affrontato alcune questioni procedurali. È stata ritenuta tardiva la richiesta di rinvio avanzata per la costituzione di parte civile in favore di una presunta figlia della vittima residente in Russia. Nei termini, invece, è stata accolta la richiesta della difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Ciminata, di accedere al rito abbreviato. La difesa ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre un nuovo ricorso alla Corte di Cassazione.
(Giovanni Luca Perrone)



