Si è conclusa con esito favorevole la conferenza dei servizi relativa al progetto di fattibilità tecnico-Economica (Pfte) per gli “Interventi di riqualificazione della Scalinata in via Salita Castello”.

Il progetto, dell’importo complessivo di 255 mila euro prevede il ripristino e la riparazione delle pavimentazioni, dei cordoli e dei muretti danneggiati; l’inserimento di nuovi elementi di arredo urbano; la riprogettazione delle aree verdi; il miglioramento dell’illuminazione, con soluzioni rispettose del contesto storico e paesaggistico. La conferenza dei servizi ha acquisito i pareri favorevoli degli enti coinvolti, tra cui la Soprintendenza di Messina.
Con questo atto l’Amministrazione comunale compie un passo concreto verso la valorizzazione di uno dei percorsi più significativi della città, confermando l’impegno per la cura del patrimonio urbano, la sicurezza e la qualità degli spazi pubblici.
Il Borgo di Milazzo torna a rivivere soprattutto per la stagione estiva, per la soddisfazione dei gestori dei locali e dei residenti. Sono bastate alcune regole di civile convivenza e l’intuito degli imprenditori a far si che la movida nel Borgo antico mamertino prendesse nuovo slancio rivolgendosi ad un target più ampio di visitatori. E i riscontri sono subito arrivati visto che nel giro di un biennio il numero dei locali è quasi raddoppiato. Infatti dopo diverse chiusure in seguito alla stretta sulla movida notturna, c’è stato chi ci ha creduto e investito delle risorse sia nel settore ristorazione che nell’ospitalità. Ed oggi sono oltre venti i locali che si affacciano sulla scalinata o sulle suggestive viuzze ai piedi del complesso monumentale. Locali ai quali si sommano diversi piccoli B&B sorti rivalutando vecchie abitazioni abbandonate, hanno creato un luogo più tranquillo e dove la movida non deve corrispondere a creare azioni selvagge.
Sembra finito il tempo delle profonde divergenze tra operatori o delle incomprensioni con i residenti sul tema della musica financo gli scontri con le amministrazioni comunali e le forze dell’ordine, grazie anche ad orari ritenuti ragionevoli e condivisi.
(Giovanni Luca Perrone)



