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Ospedale Barcellona Pozzo di Gotto: i sindaci del Distretto D28 chiedono la riapertura immediata del Pronto Soccorso

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Un presidio essenziale ancora chiuso dopo la pandemia

Il Pronto Soccorso dell’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto, chiuso durante la pandemia, non è mai stato riaperto. Questa situazione sta creando un forte malumore tra i cittadini del comprensorio e ha spinto i tredici sindaci del Distretto socio-sanitario D28 a inviare una lettera ufficiale ai vertici della sanità siciliana per chiedere una soluzione immediata. Il documento, firmato dal presidente del Comitato dei Sindaci Antonino Todaro e dal primo cittadino di Barcellona, Giuseppe Calabrò, è stato indirizzato al Direttore Generale dell’ASP di Messina, Giuseppe Cuccì, al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e all’Assessora regionale alla Sanità, Daniela Faraoni. I primi cittadini chiedono un intervento urgente per ripristinare il servizio di emergenza-urgenza dell’ospedale barcellonese, sottolineando l’insostenibile situazione che si è venuta a creare. La chiusura del Pronto Soccorso di Barcellona ha portato al sovraccarico del Presidio di Milazzo, che ormai lavora oltre i propri limiti, con tempi di attesa sempre più lunghi e un’assistenza che rischia di diventare inefficace. Anche la Guardia Medica di Barcellona ha subito recentemente disservizi per carenza di personale, aggravando ulteriormente una condizione già critica.

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Nel corso degli ultimi anni, la sanità pubblica nel territorio barcellonese ha subito continui tagli e ridimensionamenti. Il Cutroni Zodda, un tempo punto di riferimento per la sanità locale, ha visto la chiusura di molte unità operative, nonostante fossero previste dalla programmazione regionale. La mancata riattivazione del Pronto Soccorso, nonostante le promesse fatte dopo la recente ristrutturazione, rappresenta l’ennesima conferma di una gestione che sembra non tenere conto delle esigenze della popolazione. Uno degli ostacoli principali alla riapertura del Pronto Soccorso è la mancanza di medici. Nonostante l’ASP di Messina abbia pubblicato diversi bandi per il reclutamento di personale, questi sono andati ripetutamente deserti, evidenziando una crisi diffusa nel reperimento di professionisti per il settore dell’emergenza-urgenza. I sindaci del Distretto D28, consapevoli di questa difficoltà, chiedono di esplorare nuove soluzioni per garantire la riapertura del servizio. Tra le proposte avanzate vi è la possibilità di adottare modelli organizzativi alternativi, come quelli sperimentati in altre regioni d’Italia e anche all’interno della stessa Sicilia. Si parla, ad esempio, di sinergie tra pubblico e privato che possano garantire un’offerta sanitaria adeguata attraverso bandi di evidenza pubblica che coinvolgano operatori esterni. L’obiettivo è quello di trovare una soluzione efficace e rapida per restituire ai cittadini un servizio essenziale, garantendo il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana. I sindaci del Distretto socio-sanitario 28 si sono riuniti il 6 marzo scorso e hanno conferito mandato a Todaro e Calabrò per rappresentare la richiesta collettiva. Nel loro appello alle istituzioni regionali, chiedono un impegno concreto e immediato per risolvere la situazione, sollecitando l’ASP di Messina a valutare ogni possibile strada per garantire la riapertura del Pronto Soccorso. Il rischio, infatti, è che il territorio barcellonese resti privo di un presidio di emergenza, con conseguenze drammatiche per la popolazione. Una situazione del genere non è più sostenibile, soprattutto considerando che il Cutroni Zodda è già stato ristrutturato ed è pronto a riprendere le sue attività. Per superare l’impasse, è necessario adottare strategie innovative e pragmatiche. La battaglia per la riapertura del Pronto Soccorso di Barcellona Pozzo di Gotto è una questione di giustizia sociale e di tutela della salute pubblica. Ora la palla passa alle istituzioni regionali, che dovranno dimostrare di voler davvero garantire ai cittadini un diritto fondamentale.

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