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OSPEDALE di Milazzo, Cuccì a Sciotto: “IL MEDICO IN PENSIONE ASSUNTO E’ PREVISTO DALLA LEGGE”

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“Siamo grati all’onorevole Matteo Sciotto (Sud chiama Nord) -afferma la Direzione strategica dell’Asp di Messina – che con tempestività ci segnala sempre se qualche cosa secondo lui non rispetta la legge o una carenza dei requisiti per garantire i servizi sanitari d’assistenza”.

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Il manager dell’Asp, Giuseppe Cuccì, ha replicato sulle dure prese di posizione del deputato regionale Matteo Sciotto che nel giro di un paio di settimane ha presentato due interrogazioni parlamentari per porre all’attenzione del governatore Renato Schifani e dell’assessore alla Salute Daniela Faraoni i casi di incarichi concessi dall’Azienda sanitaria a medici andati in pensione, facendo riferimento in particolar modo all’ex primario di Chirurgia dell’ospedale di Milazzo definito “medico d’oro”.

Il direttore generale evidenzia le “gravi difficoltà che si registrano nel reperire dirigenti medici disponibili a prendere servizio tramite concorso pubblico. e l’Asp Messina – incalza Cuccì – si è trovata più volte nella condizione di bandire procedure concorsuali andate deserte o prive di candidati disposti ad assumere l’incarico. In assenza di personale strutturato, il ricorso a professionisti in quiescenza è consentito dalla legge tramite il conferimento di incarichi libero-professionali, previa selezione pubblica. Si tratta, quindi, di uno strumento previsto dalle normative nazionali e regionali per far fronte a situazioni di urgenza per assicurare i livelli essenziali di assistenza. Questi incarichi sono temporanei, motivati, e rappresentano una soluzione ponte nelle more del reperimento di personale stabile”.

“In secondo luogo, per quanto riguarda le presunte irregolarità sui compensi -aspetto questo sollevato dall’esponente di “Sud chiama Nord™ nell’ultima interrogazione- va precisato che non esiste alcun riconoscimento di straordinari, reperibilità o guardie notturne aggiuntive. In un rapporto libero-pro-fessionale infatti, – conclude- tali attività non costituiscono compensi extra, ma rientrano nel monte ore complessivo già previsto dal contratto stesso, costruito proprio per assicurare la copertura dei turni necessari al funzionamento del reparto”.

(Giovanni Luca Perrone)

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