I consiglieri comunali Lorenzo Italiano, Giuseppe Crisafulli e Alessio Andaloro rendono noto di aver presentato formale opposizione alla delibera del Consiglio comunale n. 10 dell’11 febbraio 2026, con la quale è stato approvato, in variante al vigente Piano regolatore generale, il progetto di fattibilità tecnico-economica denominato “Riqualificazione e Rigenerazione urbana ex Stazione Ferroviaria – Parco Tre Mari”, per un importo complessivo di 39,7 milioni di euro.

L’opposizione è stata avanzata alla luce di una serie di criticità di natura tecnica, giuridica e procedurale che, secondo i firmatari, inciderebbero sulla legittimità dell’atto approvato dall’aula consiliare.
In particolare, i consiglieri evidenziano come il progetto approvato risulti in variante rispetto a uno strumento urbanistico ormai datato, il PRG del 1989, in assenza dell’adozione del Piano urbanistico generale (PUG) previsto dalla normativa regionale più recente. Tale circostanza, a loro avviso, renderebbe necessaria una più approfondita valutazione sotto il profilo ambientale.
Tra i principali rilievi sollevati vi è infatti la mancata sottoposizione della variante alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ritenute invece necessarie in considerazione della rilevanza dell’intervento e delle caratteristiche dell’area interessata.
I consiglieri sottolineano inoltre che la zona oggetto del progetto è limitrofa a un’area già sede di attività industriali di rilievo nazionale e ricadente all’interno di un Sito di Interesse Nazionale (SIN), per il quale – evidenziano – non risulterebbero ancora completati gli interventi di caratterizzazione ambientale, né certificata l’assenza di contaminazione del suolo e delle falde.
Ulteriori perplessità riguardano la localizzazione di alcune opere previste, tra cui un parcheggio interrato da oltre 400 posti auto in un’area ritenuta a rischio idrogeologico, nonché l’inserimento dell’intervento nel Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028, ritenuto non conforme alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici.
Secondo i firmatari dell’opposizione, la procedura seguita presenterebbe inoltre criticità anche sotto il profilo istruttorio, considerata la difficoltà per i consiglieri di esaminare compiutamente gli elaborati progettuali, trasmessi in prossimità della seduta consiliare e non facilmente consultabili.
Viene infine sollevato il tema della sostenibilità finanziaria e dei tempi di realizzazione dell’opera, con riferimento alla possibile, ma ritenuta non praticabile, copertura attraverso fondi PNRR, alla luce delle stringenti scadenze previste.
Alla luce di tali elementi, i consiglieri Lorenzo Italiano, Giuseppe Crisafulli e Alessio Andaloro hanno quindi chiesto l’annullamento in autotutela della delibera per presunti vizi di legittimità, riservandosi ulteriori approfondimenti.
L’opposizione è stata trasmessa, per quanto di competenza, anche al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Prefettura, alla Presidenza della Regione Siciliana, all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, all’ARPA e alla Città Metropolitana di Messina.



