Recensioni al primo ascolto, se serve pure al secondo e al terzo.

Nel pantheon delle divinità chitarristiche Paul Gilbert occupa un posto importante. Signore della plettrata alternata e dello string skipping, sdogana l’utilizzo del trapano elettrico sulla chitarra al posto del plettro. Negli anni 80 e 90 ha fornito alcuni elementi che hanno contribuito all’evoluzione tecnica della chitarra elettrica. Gli inizi con i Racer X, il passaggio con i Mr. Big, le svariate collaborazioni e diverse produzioni da solista ci hanno lasciato più di 70 dischi da ascoltare!!!! Mica cotica!!! Nel 2026 il nostro eroe torna con il suo ultimo lavoro “WROC”.Negli anni 70 in Italia abbiamo potuto ascoltare Franco Battiato che metteva in musica l’enunciato fisico sul calcolo della portata di un condotto, negli anni 90 Fiorello metteva in musica la poesia di Carducci “San Martino”, negli anni 20 del primo secolo del terzo millennio Paul Gilbert mette in musica un esercizio di scrittura di un George Washington tredicenne che passa il tempo a copiare un manuale di galateo francese scritto dai gesuiti nel 1595, intitolato “Bienséance de la conversation entre les hommes”, che prenderà il nome di “Rules of Civility & Decent Behaviour In Company and Conversation” (Regole di civiltà e comportamento decoroso in compagnia e nella conversazione). Da questo libriccino nasce “WROC”, Washington’s Rules Of Civility. Il risultato è un album di 12 pezzi hard rock blues per quasi un’ora di durata, dove la chitarra di Paul si mette al servizio delle parole.Il disco si apre con “Keep Your Feet Firm And Even”, pezzo che porta la riconoscibilissima firma stilistica del nostro guitar hero, il resto è un insieme di pezzi gustosi e divertenti dove Paul declama alcune regole di civiltà, adattando la melodia alle parole senza mai trascendere nell’assoluto ipervirtuosismo. Il disco si conclude con la tamarrissima e rocchettara “George Washington Rules”, unico pezzo con testo originale. I brani sono pieni di ammiccamenti beatlesiani, hendrixiani e AOR (Adult Oriented Rock). L’impostazione della band è puramente rock! Due chitarre, un basso e una batteria, rappresentano la solidissima struttura a supporto dei brani. Suono cristallino, molto vintage con effetti ridotti all’osso. L’autore ha ammesso candidamente che la costruzione del disco viene fuori anche dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento di elaborazione di elementi del testo per renderli più cantabili. È anche vero che dopo aver registrato le prime due tracce Paul si è reso conto, o molto più probabilmente gli hanno fatto notare che, come spesso accade, l’intelligenza artificiale aveva elaborato il testo mettendoci del suo. A quel punto la frittata era fatta e si è deciso di tenere tutto così com’era e proseguire allo stesso modo.In merito ai detrattori dell’intelligenza artificiale, Paul ha fatto sapere che non gliene frega una beneamata. Tanto alla fine i detrattori dell’intelligenza artificiale sono gli stessi che passano le giornate a chiedere a gemini e compagnia come si frigge un uovo o come di pianta un chiodo nel muro.In conclusione, si tratta di un disco di facile ascolto molto anni 80, molto divertente, da ascoltare con spensieratezza. A me ha messo allegria. Consigliato agli amanti del genere.
(TadDJ)




