In Sicilia, la continuità amministrativa dei consigli comunali deve essere garantita fino alla pubblicazione del decreto che indice le elezioni, senza limitazioni anticipate ai poteri deliberativi. Lo chiarisce un parere rilasciato dai funzionari della regione Siciliana Piero Antonio Rappa e Bernardo Santomauro, che danno ragione a Luciano Catania, segretario comunale di Enna.

L’istanza era partita nel capoluogo della provincia ennese per chiarire se, superato il quinquennio naturale del mandato (ottobre 2025), il Consiglio Comunale potesse ancora deliberare liberamente o fosse limitato ai soli atti urgenti. La situazione era resa più complessa dal fatto che le elezioni amministrative sono programmate solo tra aprile e giugno 2026, in applicazione della normativa regionale che ha già previsto rinvii per l’emergenza Covid e che disciplina le finestre elettorali ordinarie.
Il parere conferma che i Consigli Comunali mantengono la pienezza dei propri poteri fino all’indizione ufficiale delle elezioni. Limitazioni ai soli atti urgenti e improrogabili scattano solo dal giorno della pubblicazione del decreto di indizione dei comizi. Ogni interpretazione che anticipi tale limitazione è illegittima e contraria alla giurisprudenza amministrativa, che tutela la continuità dell’azione amministrativa e il principio di buona gestione.
Un parere che tocca da vicino Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, che si trovano in una situazione analoga a quella di Enna e sono anch’essi prossimi alla tornata elettorale.
In sostanza, la regola è la pienezza dei poteri, mentre l’eccezione – limitazione post-decreto – è pensata per garantire correttezza, imparzialità e rispetto della volontà democratica dei cittadini, senza favorire chi è già in carica e potrebbe candidarsi al rinnovo.
Il giudizio chiarisce un aspetto dirimente: la gestione degli enti locali non può fermarsi per questioni di calendario elettorale e i cittadini non devono subire vuoti decisionali. Assicura che, anche nei mesi tra la fine naturale del mandato e le nuove elezioni, i consigli comunali possano gestire ordinaria amministrazione, bilanci e atti vincolati senza interruzioni, tutelando la continuità dei servizi e degli investimenti pubblici.
L’ultimo passaggio della delibera assessoriale riguarda tutti i Comuni che andranno al voto nella prossima primavera, tra i quali anche Messina. Per l’Assessorato regionale dal momento in cui si verificherà la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, il consiglio comunale potrà adottare, sotto la sua piena responsabilità e discrezionalità, solo gli “atti urgenti e improrogabili”, così come individuate e qualificati dalla giurisprudenza amministrativa. Quest’ultima, pur non avendo individuato un elenco tassativo di atti, ha comunque rimesso all’organo politico il compito di verificare in maniera rigorosa la presenza dei requisiti di urgenza e indifferibilità dell’atto che potrebbe essere ritenuto possedere tali connotazioni, ex multis, per un incombente rischio di danno patrimoniale grave certo all’Ente. Gli altri comuni messinesi interessati sono: Basicò, Giardini Naxos, Graniti, Limina, Malvagna, Mirto, Naso, Raccuja, San Salvatore di Fitalia e Savoca.



