Per la compatibilità ambientale del Ponte sullo Stretto l’ultima parola spetta al Cipess, quale organo politico chiamato a esprimere una sintesi altamente discrezionale tra esigenze di tutela dell’ambiente e finalità di sviluppo economico del Paese.
È quanto emerge dalle decisioni con le quali TAR Lazio ha respinto i ricorsi, presentati per contestare la valutazione di impatto ambientale (VIA), ritenendoli inammissibili.

L’analisi dei provvedimenti del Giudice Amministrativo, condotta da Lucio D’Amico sulla Gazzetta del Sud, chiarisce la questione nel senso che, anche a fronte di un parere negativo dell’autorità pubblica preposta alla tutela dell’ambiente, il vertice dell’indirizzo politico-generale può decidere, per altre considerazioni, di procedere per motivi imperativi di rilevante interesse con un progetto il cui impatto ambientale non possa essere mitigato, a condizione che non vi siano soluzioni alternative e siano osservate dall’autorità competente le normative dell’Ue poste a tutela dell’ambiente, in particolare dalla Direttiva Via e dalla Direttiva habitat, ove applicabile.
I ricorsi, respinti per la tempistica senza essere trattati nel merito, erano stati presentati dal Comune di Villa San Giovanni, dalla Città metropolitana di Reggio Calabria e dalle associazioni wwf-Legambiente-Lipu.



