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SANREMO 2026, La Quarta Serata: IL RUGGITO DI DITONELLAPIAGA e l’abbraccio dei Morandi ACCENDONO “la Notte delle Cover”

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Trionfa il jazz raffinato di “The Lady is a Tramp”. Tra baci saffici, l’energia di un intramontabile De Piscopo e il ritorno commovente di Bianca Balti, Carlo Conti mette a segno la serata perfetta.

Se il Festival è lo specchio del Paese, la quarta serata di Sanremo 2026 è stata un riflesso di eleganza, nostalgia e pura energia rock. La maratona delle cover e dei duetti si chiude con un verdetto che premia la qualità sopraffina: Ditonellapiaga e TonyPitony scalano la classifica e conquistano la vittoria con una versione magistrale di The Lady is a Tramp. Una performance che ha messo d’accordo critica e social, consacrando il talento “pinkhair” della cantante e la versatilità istrionica del suo partner.

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Non sono mancate le scintille. Se il secondo posto del trio Sayf, Alex Britti e Mario Biondi (una versione “Blues Brothers” di Hit the road, Jack da manuale) ha convinto tutti, il terzo posto di Arisa ha scatenato i primi fischi della platea. Il pubblico dell’Ariston voleva la cantante lucana più in alto: la sua esecuzione a cappella di Quello che le donne non dicono, supportata dal Coro del Regio di Parma, è stata uno dei momenti più magici dell’intera edizione.

Il momento più alto di commozione è arrivato quando Tredici Pietro ha accolto sul palco papà Gianni Morandi. La loro versione di Vita, intrecciata con barre rap, ha fatto crollare il muro del tempo. “Sei andato bene, si vede che qualche Festival lo hai fatto”, ha scherzato il figlio a fine esibizione, sciogliendo l’Ariston in un applauso interminabile.

La serata è stata un concentrato di provocazioni e vita vera:

Levante e Gaia hanno infiammato la platea con I maschi, chiudendo con un bacio saffico che ha già fatto il giro del web.

Bianca Balti, tornata sul palco dopo un anno di battaglie personali, ha incantato per bellezza e coraggio: “Sono qui per godermela e per chi lotta contro la malattia”, ha dichiarato mostrando con orgoglio i capelli ricresciuti.

Dargen D’Amico ha trasformato Su di noi di Pupo in un manifesto pacifista, citando le parole di Papa Francesco contro la rassegnazione alla guerra.

Conti ha mescolato i generi con audacia. Abbiamo visto Cristina D’Avena in versione metal con le Bambole di Pezza su Occhi di Gatto e l’eleganza internazionale di Gregory Porter al fianco di una potentissima Brancale su Besame Mucho. Notevole anche l’omaggio a David Bowie di Renga e Giusy Ferreri, e l’intramontabile energia di Tullio De Piscopo, che a 80 anni ha dominato la batteria su Andamento Lento.

Tra le risate garantite da Alessandro Siani e la gag dei Jalisse (finalmente “pensionati” dall’attesa di 29 anni), la serata è scivolata via tra i grandi successi di Laura Pausini, autentica “carica a molla” sul red carpet, e le incursioni di Tommaso Paradiso e Gianna Nannini (omaggiata in più duetti).

In attesa del gran finale di stasera, la classifica delle cover parla chiaro: Sanremo 2026 sa essere moderno, coraggioso, ma non dimentica mai di emozionare con la forza della sua storia.

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