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SANREMO AL QUIRINALE, Mattarella incorona il Festival “PATRIMONIO D’ITALIA”

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Storica udienza sul Colle: il Presidente riceve Conti, Pausini e i Big. Tra battute sull’asilo, look eccentrici e un coro di “Azzurro”, il Capo dello Stato benedice la kermesse: «La musica pop è la nostra cultura».

Non era mai successo prima. Le porte del Quirinale si spalancano per far entrare il ritmo, i colori e le stravaganze del Festival di Sanremo. Ieri, il Palazzo che solitamente ospita vertici internazionali e giuramenti di governo ha accolto la “carovana” dei Big della musica italiana, guidata da un Carlo Conti visibilmente emozionato in un impeccabile abito blu.

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Il protocollo del Colle ha dovuto fare i conti con l’estetica sanremese. Se Laura Pausini ha scelto l’eleganza sobria del color cipria e Elettra Lamborghini ha optato per un total white d’ordinanza, i Big non hanno rinunciato alla propria identità. J-Ax si è presentato in versione cowboy con tanto di frange, Dargen D’Amico non ha abbandonato gli iconici occhiali fucsia e le Bambole di Pezza hanno portato shorts e anfibi fin davanti alle guardie d’onore. Unica assente la “divina” Patty Pravo, fermata da un’influenza.

Sergio Mattarella si è confermato ancora una volta il sintonizzatore dei sentimenti nazionali. Dopo aver celebrato i trionfi olimpici di Milano-Cortina il giorno precedente, il Presidente ha ricordato i suoi dieci anni, quando nel 1951 ascoltava la voce di Nunzio Filogamo alla radio.

Il Capo dello Stato ha nobilitato la kermesse con parole pesanti: «Oltre venti milioni di italiani seguono il Festival; la musica leggera è parte del patrimonio culturale e un pilastro dell’economia del Paese».

Poi, un momento di rara autoironia che ha conquistato i presenti. Dopo un coro collettivo sulle note di Azzurro, Mattarella ha scherzato: «Ricordavo le parole, ma non mi sono unito al coro. Sin dall’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni per non turbare gli altri».

All’uscita, dopo aver omaggiato il Presidente con lo spartito originale di Grazie dei Fiori (Nilla Pizzi, 1951), Carlo Conti non ha nascosto l’entusiasmo: «Un Presidente meraviglioso e molto pop. Gli ho detto che Sanremo è come le Olimpiadi della musica». Anche Laura Pausini è apparsa visibilmente commossa, sottolineando l’importanza del riconoscimento istituzionale: veder definita la musica popolare come “cultura del Paese” dalle labbra della massima carica dello Stato è, forse, la prima vera vittoria di questo Sanremo. Ora non resta che attendere il 24 febbraio per far parlare l’Ariston.

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