Non è un confronto nel merito, ma un attacco frontale che puzza di fango e intolleranza. Esplode il caso politico attorno alla figura di Giulia Bongiorno, finita nel mirino delle attiviste di “Non Una Di Meno”. Il gruppo ha scelto una forma di protesta estrema per contestare il nuovo disegno di legge sulla violenza sessuale firmato dalla senatrice leghista: scaricare del letame davanti alla sua segreteria politica di Milano.

Un gesto che ha sollevato un’ondata di indignazione e che ha trovato una risposta ferma nelle parole di Pinuccio Calabrò, responsabile del Dipartimento Giustizia della Lega in Sicilia e sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto. “Chi sceglie la via dell’aggressione a quella del confronto ha sempre torto”, esordisce Calabrò, condannando senza appello l’iniziativa delle studentesse. Secondo l’esponente del Carroccio, l’attacco non è una critica costruttiva alle norme proposte, ma un “misfatto” che ignora deliberatamente la storia professionale e parlamentare della Bongiorno.
La difesa della Lega non si limita alla solidarietà formale, ma scava nell’impegno decennale della senatrice. Calabrò ricorda come Giulia Bongiorno, definita “fine giurista”, sia da sempre un baluardo per le donne vittime di abusi tutti, sia nelle aule di tribunale che attraverso l’associazione “Doppia Difesa”, fondata insieme a Michelle Hunziker. “Basti guardare ai numerosi processi e all’attività sul campo per smentire le tesi delle attiviste. Chi l’attacca lo fa per pura contrapposizione politica sotto mentite spoglie, non per ragioni obiettive.”
L’attacco alla sede milanese riverbera dunque fino all’isola, dove la segreteria regionale della Lega serra i ranghi attorno alla propria parlamentare. Per Calabrò, il DDL Bongiorno rappresenta un passo avanti concreto nella lotta ai reati di genere, e il letame scaricato davanti agli uffici della senatrice è solo il simbolo di una cecità ideologica che rifiuta il dialogo democratico.



