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SMANTELLATA rete di spaccio che dal Cep CONTROLLAVA MESSINA: 15 ARRESTI (I NOMI)

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E’ scattata all’alba la vasta operazione contro il traffico di stupefacenti della Polizia di Stato di Messina, impegnata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica – D.D.A., a carico di 15 soggetti (12 in carcere e 3 ai domiciliari) ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, vendita al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana.

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I NOMI

In carcere: Caponata Rosario (1984); Cariolo Mario (1989); Costa Francesco (1965); Crisari Davide (1997); Crupi Alessio (1998); Guerrini Antonino (1976); Guerrini Samuele Salvatore (2002); La Rosa Simone (1983); Longo Luigi (1958); Paone Francesco (1958); Simona Rizzo.

Ai domiciliari: Piccolo Samuele (1998); Polimeni Roberto (1995); Romeo Gaetano (1989).

Per le operazioni di p.g. coordinate dalla Squadra Mobile di Messina sono impiegati circa 100 agenti, tra cui personale delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa, delle S.I.S.C.O. di Catania e Messina, dei Reparti Prevenzione Crimine e delle Unità Cinofile della Polizia di Stato.

Le indagini, avviate nel mese di aprile 2022, a seguito dell’arresto in flagranza di uno dei fornitori del gruppo durante una consegna di cocaina, hanno consentito di ricostruire l’esistenza di un’organizzazione criminale strutturata e stabilmente dedita a rifornire il mercato della città di Messina e dell’intera provincia.

Fra tradizionali tecniche investigative – in particolare appostamenti e pedinamenti – e attività di videosorveglianza, si è arrivati a tracciare l’operatività dell’associazione compresa la ripartizione di ruoli e compiti all’interno di un programma criminoso stabile, organizzato e continuativo, oltre che armata, idonea a esercitare un effettivo controllo del territorio di riferimento.

Sono stati ricostruiti numerosi episodi di rifornimento e cessione di sostanza stupefacente, realizzati sotto la costante supervisione del soggetto ritenuto capo promotore, il quale avrebbe partecipato, direttamente, alle principali operazioni del gruppo, come i contatti con fornitori calabresi e catanesi, l’organizzazione delle attività di smercio e la gestione dei relativi proventi, avvalendosi della collaborazione del figlio. Le investigazioni hanno altresì disvelato una rete di distribuzione che ha visto gli indagati operare quali grossisti, con cessioni rivolte sia a singoli consumatori sia a spacciatori al dettaglio, i quali provvedevano, a loro volta, all’immissione della droga sul mercato.

La custodia e lo spostamento delle sostanze stupefacenti presso luoghi di temporaneo stoccaggio sono risultati affidati a soggetti di rilievo della criminalità organizzata messinese, alcuni dei quali ex collaboratori di giustizia, appartenenti allo storico clan del CEP. Le indagini hanno altresì consentito di accertare l’influenza criminale e il riconoscimento di cui il capo del sodalizio godeva tra gli abitanti del rione e negli ambienti criminali cittadini.

L’attività investigativa si è rivelata altresì particolarmente articolata e complessa, per le modalità operative dell’organizzazione criminale, improntate ad estrema cautela e prudenza, tese ad eludere eventuali attività di intercettazione: in numerose occasioni, documentate mediante videosorveglianza, gli indagati, infatti, sono stati ripresi mentre comunicavano fra di loro, coprendosi la bocca con le mani o parlando a bassa voce all’orecchio. Analoghe precauzioni sono state adottate dal capo dell’associazione anche durante gli incontri presso la propria abitazione.

Nel corso delle attività investigative, personale della Squadra Mobile ha proceduto, in distinti momenti, all’arresto in flagranza di reato di venti soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrando complessivamente circa dodici chilogrammi di droga, otto pistole, due fucili, munizionamento di vario calibro, nonché la somma di euro 45.000 in contanti, ritenuta provento dell’attività illecita.

Contestualmente alle operazioni di rintraccio e arresto eseguite dalla Squadra Mobile, con il supporto del personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza della Questura di Messina, delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa, delle S.I.S.C.O. di Catania e Messina, di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile della Polizia di Stato, sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di altri soggetti indagati nel medesimo procedimento.

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