Muret – Oggi il Tour de France 2025 chiuderà la sua seconda settimana con una tappa disegnata per i cacciatori di successo da lontano. I 169,3 km tra Muret e Carcassonne si annunciano come terreno ideale per gli attaccanti, in una frazione dal profilo movimentato ma non estremo, con quasi 2500 metri di dislivello e tre GPM collocati nella seconda metà del percorso. Un tracciato che scoraggia i velocisti puri e non stimola troppo gli uomini di classifica, il che spalanca le porte a una giornata di azione da lontano. La partenza da Muret non proporrà subito grandi difficoltà, ma dopo 15 km inizierà una fase mossa, con continui saliscendi e brevi strappi, il contesto ideale per vedere nascere la fuga di giornata. Il primo vero punto d’interesse sarà il traguardo volante di Saint-Felix-Lauragais, posto al km 59,8, che potrebbe offrire un obiettivo intermedio agli uomini interessati alla classifica a punti. Dopo questo settore, il percorso cambierà volto con l’inizio delle principali asperità della giornata. La Cote de Saint-Ferreol, con i suoi 1,7 km al 7% (e punte del 9,4%), aprirà ufficialmente la
seconda parte della tappa, seguita subito dalla più lunga Cote de Soreze: 6,2 km al 5,5%, a cui si aggiungono altri 4,5 km in falsopiano in salita prima dello scollinamento vero e proprio. La discesa che segue sarà tecnica e piuttosto veloce, utile ad allungare eventuali gruppetti. Ma il punto chiave della giornata sarà più avanti, quando la corsa affronterà il Pas du Sant: una salita segnata da 2,9 km ufficiali al 10,2% (con picchi al 16,2%), ma che nella realtà si prolunga per quasi 12 km con tratti irregolari e cambi di ritmo continui. Più che la pendenza pura, sarà la complessità del segmento a fare selezione. Da lì mancheranno ancora 42 km al traguardo, ma la discesa tortuosa e la leggera risalita fino a Carcassonne renderanno difficile un eventuale inseguimento. Il finale sarà tracciato su un terreno più favorevole ai corridori completi, resistenti ma anche capaci di sprintare in piccoli gruppi. Tra i nomi più attesi spicca quello di Wout van Aert. Il belga della Visma-Lease a Bike ha mostrato segnali di crescita e potrebbe trovare nella tappa di Carcassonne il contesto perfetto per far valere la sua completezza, con salite brevi ma dure, discese tecniche, un finale veloce. Se dovesse trovarsi nella fuga giusta, sarebbe difficile da battere. La squadra olandese potrà contare anche su corridori come Tiesj Benoot e Victor Campenaerts, entrambi a proprio agio su percorsi nervosi e capaci di finalizzare se trovano l’occasione. La concorrenza più insidiosa potrebbe arrivare da Mathieu van der Poel, sempre esplosivo e difficile da leggere. La salita del Pas du Sant potrebbe rappresentare un ostacolo, ma l’olandese ha spesso superato anche difficoltà teoricamente proibitive, soprattutto se vede la possibilità concreta di successo. Il finale veloce lo favorisce nettamente, e l’assenza dei velocisti puri lo rende un candidato naturale alla vittoria. Tra i protagonisti più attivi del Tour finora c’è Quinn Simmons, già protagonista di varie fughe e forte di una condizione molto solida. Il tracciato gli si addice, e l’atteggiamento aggressivo visto sinora suggerisce che proverà ancora a entrare nella fuga. Un altro nome da tenere d’occhio è Romain Gregoire, corridore talentuoso che finora ha corso un po’ nell’ombra ma potrebbe cogliere il momento giusto in una frazione del genere. Nel team EF Education-EasyPost, si attendono risposte da Ben Healy, reduce da giornate impegnative ma con un profilo adatto a questo tipo di terreno. In alternativa, la squadra statunitense può contare su Neilson Powless, scalatore resistente, o su Vincenzo Albanese, capace di reggere su salite brevi e di dire la sua in caso di arrivo ristretto. Altri nomi da non sottovalutare sono Fred Wright, da tempo vicino al colpo grosso in tappe mosse, e Ivan Romeo, in crescita con la Movistar. Tra i corridori più esperti e capaci di anticipare le mosse troviamo Julian Alaphilippe, spesso protagonista in questo Tour, e Marc Hirschi, suo compagno nella Tudor, seppur meno brillante finora.



