Albertville – La 19a tappa del Tour de France 2025 propone l’ultimo vero scontro tra scalatori. Si corre infatti la frazione Albertville–La Plagne, una tappa breve ma durissima, 93,1 km con un arrivo a oltre 2000 metri di quota. È qui che si deciderà una buona parte dell’esito finale della corsa gialla, in un teatro di pendenze, altitudine e tattica che non lascia spazio agli errori. I big della classifica generale saranno chiamati a muoversi, è l’ultima chance per attaccare, per recuperare, per consolidare.

La partenza è fissata ad Albertville, località olimpica incastonata tra le montagne della Savoia. Originariamente, la tappa doveva essere più lunga, ma l’ASO ha modificato il tracciato per ragioni sanitarie, eliminando le prime due salite (Cote d’Hery-sur-Ugine e Col des Saisies). Il chilometraggio si è ridotto drasticamente, ma non la durezza. Da subito si punta alle Alpi pure, senza fasi interlocutorie. Il primo GPM sarà infatti il terribile Col du Pre, 12,6 km al 7,7% con pendenze che superano l’11%. Una delle salite più iconiche e temute dell’intero arco alpino, che inizierà a sgranare il gruppo in maniera netta già dopo pochi chilometri. Da lì, senza un attimo di respiro, si affronterà il Cormet de Roselend, salita meno lunga (5,9 km) ma anch’essa selettiva, con pendenze attorno al 6% e tratti in doppia cifra. I corridori avranno appena il tempo di rifiatare prima di buttarsi nella lunga discesa che porta verso il fondovalle. Ma è solo un’illusione. Al km 112 ricomincerà la salita e da lì sarà tutta inesorabile ascesa fino al traguardo di La Plagne, 19,1 km al 7,2%, una delle più famose e temute rampe francesi, già teatro in passato di imprese leggendarie. Questa tappa, corta ma micidiale, è destinata a generare uno scenario binario, da un lato la possibilità che una fuga da lontano trovi il colpo grosso, dall’altro la concreta ipotesi che i big decidano di chiudere tutto, per giocarsi tappa e Tour sul traguardo finale. E nel secondo caso, il protagonista annunciato è sempre lui: Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno della UAE Team Emirates XRG ha dominato gran parte della Grande Boucle, e dopo il secondo posto sul Col de la Loze dietro a Ben O’Connor, ha tutte le intenzioni di tornare al successo per chiudere virtualmente i giochi. Sulla sua strada ci sarà ancora una volta Jonas Vingegaard, l’eterno rivale danese della Visma-Lease a Bike. Il campione in carica non è mai riuscito finora a distanziare Pogacar e, anzi, è spesso apparso un gradino sotto nelle salite più lunghe. Ma un colpo d’orgoglio potrebbe arrivare proprio a La Plagne, e la storia tra i due campioni insegna a non dare nulla per scontato. Difficile però immaginare che Pogacar, in caso di arrivo a due, lasci la vittoria. Dietro a loro, pronti ad approfittare di ogni possibile apertura, ci sono i gregari di lusso. Adam Yates per la UAE e Sepp Kuss per la Visma sono in ottima condizione e potrebbero ritrovarsi protagonisti se la battaglia tra i capitani dovesse congelarsi per qualche chilometro. Altri nomi da tenere d’occhio sono quelli di Marc Soler, Jhonatan Narvaez, Simon Yates e Matteo Jorgenson, tutti capaci di scattare nel momento giusto e di arrivare in fondo se il gruppo dei favoriti dovesse temporeggiare. E non va dimenticata la lotta per la Maglia Bianca, che si intreccia con quella per il podio, tra Florian Lipowitz e Oscar Onley che sono separati da 22″ e si marcano ormai a uomo. Il britannico del Team Picnic PostNL ha mostrato grande aggressività in salita e potrebbe cercare l’attacco già sul Col du Pre, mentre Lipowitz dovrà giocare con intelligenza e lucidità, magari contando sull’aiuto di Primoz Roglic. Il campione sloveno, compagno di squadra alla Red Bull–Bora –Hansgrohe, sembra in crescita nelle ultime tappe e non è escluso che possa tentare una delle sue celebri azioni da lontano per ribaltare la corsa e firmare il proprio nome su una tappa alpina. Tra gli altri uomini di classifica, Felix Gall potrebbe essere uno dei più pericolosi:l. L’austriaco della Decathlon Ag2r La Mondiale ha vissuto giorni difficili, ma pare in netta ripresa e conosce bene queste montagne. Al contrario, appaiono più in difficoltà Tobias Johannessen, Kévin Vauquelin e Ben Healy, che potrebbero optare per una giornata di difesa pura, cercando solo di limitare i danni. Per molti altri, sarà semplicemente l’ultima occasione per la fuga. L’elenco dei possibili protagonisti è lungo e affollato: Julian Alaphilippe, che ha già sfiorato il successo in questo Tour, ci riproverà. Con lui, si candida il solito drappello di scalatori coraggiosi e resistenti: Thymen Arensman, Santiago Buitrago, Sergio Higuita, Lenny Martinez, Valentin Paret-Peintre, Luke Plapp e Einer Rubio. Tutti hanno già animato almeno una tappa e tutti sanno che La Plagne rappresenta l’ultima vetrina prima dei Campi Elisi.



