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Tour de France 2025 – Analisi 20a tappa – Nantua–Pontarlier (km 184,2)

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Nantua – La 20a tappa è disegnata tra le colline e le asperità del Massiccio del Giura, un territorio affascinante e tutt’altro che semplice da affrontare. I 184,2 km tra Nantua e Pontarlier potrebbero non scuotere la classifica generale, ormai cristallizzata dopo le tappe alpine, ma offriranno un terreno ideale per gli attaccanti, per i corridori liberi da vincoli tattici e per chi ancora ha energie da spendere nel tentativo di conquistare un successo di tappa. Il dislivello complessivo supera i 2900 metri e la tappa non presenta mai tratti pianeggianti significativi. Sin dalla partenza, infatti, si susseguiranno salite, discese, strappi e falsopiani. Si tratta dunque di un percorso nervoso, insidioso, perfetto per le imboscate e per una fuga da lontano. Difficilmente, infatti, le squadre dei big si prenderanno la briga di controllare un profilo così esigente, a maggior ragione dopo le fatiche alpine e con la tradizionale passerella parigina all’orizzonte. Il via verrà dato da Nantua e la prima salita significativa sarà il Col de la Croix de la Serra (12,1 km al 4,1%, max 7,1%) che inizierà dopo circa 10 km di gara. Non è un’ascesa durissima, ma abbastanza lunga da favorire la nascita della fuga di giornata. Dopo la discesa verso Saint-Claude, i corridori affronteranno la Cote de Valfin (5,7 km al 4,2%) e quindi proseguiranno a salire fino a Chateau-des-Pres, prima di affrontare una fase intermedia caratterizzata da continui su e giù che durerà una 60 km, toccando anche il traguardo volante di Chaux du Dombief. Da Salins-les-Bains inizierà una delle salite più toste della giornata: la Cote de Thesy, con i suoi 3,6 km all’8,9% e punte fino al 12,9%, sarà un vero banco di prova per le gambe dei fuggitivi. Ma da quel punto mancheranno ancora oltre 60 km al traguardo e la strada continuerà a proporre difficoltà con regolarità. Tra queste, anche la Cote de Longeville (2,5 km al 5,5%, max 8,1%), posizionata a 24 km dall’arrivo, salita breve ma che potrebbe fare la selezione decisiva all’interno del gruppo dei fuggitivi. Il finale, poi, si manterrà movimentato. Una salita di circa 4 km a – 10 km dall’arrivo e un ultimo strappo prima dell’ingresso a Pontarlier, dove la linea del traguardo sarà posta in leggera ascesa. Una conclusione ideale per corridori esplosivi, capaci di reggere i cambi di ritmo e ancora dotati di uno spunto veloce dopo una giornata logorante. Con questo profilo, appare molto probabile che la vittoria di tappa arrivi da una fuga numerosa, favorita dalla totale assenza di squadre interessate a mantenere il controllo del gruppo. Tra i nomi più interessanti in chiave successo troviamo Quinn Simmons, già protagonista in diverse occasioni durante questo Tour. Il campione statunitense ha dimostrato grande brillantezza nelle tappe mosse e sulle salite brevi potrebbe fare la differenza con la sua potenza. Occhi puntati anche su due specialisti delle corse di un giorno come Julian Alaphilippe e Wout Van Aert. Hanno risparmiato energie nelle ultime tappe e potrebbero scegliere questa come ultima occasione utile per lasciare il segno. Non mancano però gli outsider. Corridori come Romain Gregoire, Axel Laurance e Mauro Schmid hanno il profilo giusto per muoversi bene su un terreno simile, così come Simone Velasco, Fred Wright, Magnus Cort e Thibau Nys, tutti già visti all’attacco e vogliosi di chiudere il Tour con un colpo da protagonisti. Tra i più brillanti in queste ultime tappe ci sono Jonas Abrahamsen, Jhonatan Narvaez e Victor Campenaerts, che hanno dimostrato brillantezza e resistenza, e che possono essere protagonisti nel tratto centrale o lanciarsi in contropiede nella parte finale. E se, contro ogni previsione, dovesse arrivare un gruppo ristretto allo sprint, ci sono corridori veloci e resistenti pronti a dire la loro: Vincenzo Albanese, Arnaud De Lie, Davide Ballerini, Bastien Tronchon, Anthony Turgis e Jake Stewart. Il loro inserimento in una fuga potrebbe anche non essere casuale, con gregari a supporto, potrebbero gestire al meglio l’eventuale volata finale. Infine, attenzione a Ben Healy e Jordan Jegat, corridori completi che potrebbero trarre vantaggio da un arrivo mosso o da una fuga ben organizzata, e che potrebbero avere ancora ambizioni di classifica per guadagnare qualche posizione in extremis.

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