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Tour de France 2025 – Analisi 3a tappa – Valenciennes-Dunkerque (km 178,3)

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Valenciennes – La terza tappa del Tour de France 2025 si snoda per 178,3 km da Valenciennes a Dunkerque, con un dislivello minimo di 800 metri e un profilo altimetrico quasi interamente piatto. È, sulla carta, la giornata dei velocisti, ma il copione potrebbe cambiare in corsa a causa di una variabile imprevedibile: il vento.

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Il percorso si sviluppa ancora nell’Alta Francia, terra di frontiera e di profondi contrasti paesaggistici, tra la dolcezza delle campagne fiamminghe e la rudezza del clima che domina il nord della regione. La partenza è da Valenciennes, antica città mineraria non lontana dal confine belga. Dopo pochi chilometri, il gruppo attraversa un territorio dal fascino discreto delle Fiandre francesi, fatto di piccoli villaggi, chiesette in mattoni, stradine alberate e campi aperti, spazzati di frequente da raffiche trasversali. Ed è proprio questa l’incognita più grande della giornata, il vento laterale, che potrebbe innescare ventagli e frazionare il gruppo, soprattutto nella seconda parte della tappa quando la strada si avvicina al mare. Per quanto il tracciato sembri favorevole a una volata di gruppo, le squadre dovranno essere vigili fin dai primi segnali di cambiamento della direzione del vento. Le frazioni pianeggianti del nord, lo sappiamo, non sono mai realmente tranquille. L’unica vera asperità della giornata è rappresentata dallo strappo del Mont Cassel, superato poco dopo 140 km. Non si tratta di una salita lunga o proibitiva, ma la sua posizione nel finale di tappa e la carreggiata ristretta potrebbero generare qualche accelerazione o un tentativo di fuga. Niente, però, che possa impensierire i migliori sprinter se il gruppo deciderà di controllare. L’arrivo è previsto a Dunkerque, città portuale e crocevia di storia europea. Qui, nella primavera del 1940, si svolse una delle operazioni più drammatiche e decisive della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, però, sarà lo sprint a dominare la scena. Gli ultimi chilometri sono completamente pianeggianti, con carreggiata larga e visibilità ottima, l’ideale per i “treni” dei velocisti. Se il vento non avrà scombinato i piani, ci si attende un arrivo in volata con i migliori interpreti della specialità: Jasper Philipsen cercherà il riscatto dopo aver perso la maglia gialla nella seconda tappa, mentre Jonathan Milan avrà voglia di lasciarsi alle spalle la giornata complicata vissuta ieri tra nervosismo, scontri e imprevisti. Occhio anche a corridori come Sam Bennett, Kaden Groves e Biniam Girmay, sempre pronti a inserirsi nel caos degli ultimi 500 metri. Ma in caso di ventagli e gruppo spezzato, potrebbe toccare a corridori più completi, magari i “secondi velocisti” o i finisseur, approfittare di un arrivo a ranghi ristretti.

Il Tour, ancora una volta, ci ricorda che anche le tappe piatte possono nascondere trappole. E tra il mare e il vento di Dunkerque, nessuno può dormire sonni tranquilli.

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