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Tour de France 2025 – Battaglia per la vittoria di tappa sul Mont Ventoux. La spunta Valentin Paret-Peintre.

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Vingegaard e Pogacar si annullano

Mont Ventoux – Il Tour de France 2025 riparte con il botto. Nella 16a tappa, da Montpellier al Mont Ventoux, si consuma una delle giornate più attese della corsa, con duelli serrati, attacchi ripetuti e una fuga coraggiosa che riesce a beffare i big. A vincere è il francese Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che brucia in volata Ben Healy (EF Education-EasyPost) e Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), al termine di una tappa monumentale che ha visto anche un confronto acceso tra i due protagonisti assoluti della generale: Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard.

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L’inizio di tappa è incandescente, con Wout Van Aert (Visma-Lease a Bike) subito all’attacco. Dopo una dozzina di chilometri di schermaglie, riescono ad avvantaggiarsi Meurisse, Haller e Hirschi, ma la UAE Team Emirates XRG non lascia spazio, con Nils Politt a fare da mastino contro ogni tentativo. Nonostante i ripetuti attacchi di Jayco-AlUla e Movistar, il gruppo è controllato, anche se con qualche segno di insofferenza da parte dello stesso Politt, visibilmente frustrato per la mole di lavoro. Alla fine, la molla scatta con l’iniziativa della Visma, che lancia prima Van Aert, poi Campenaerts, innescando il contrattacco decisivo. Si forma un gruppo di 35 corridori, un’autentica corazzata di talenti e gregari di lusso, che approfitta della marcatura a uomo tra i big per prendere un vantaggio consistente. Nel drappello di testa trovano spazio nomi di prestigio come Paret-Peintre, Healy, Buitrago, Alaphilippe, Arensman, Woods, Mas, oltre a tanti gregari di valore come Soler, Sivakov, Campenaerts e Benoot. Anche le squadre dei leader piazzano uomini per ogni evenienza. UAE e Visma non si fanno trovare impreparate, ma ormai il margine è ampio e alla base del Mont Ventoux si toccano quasi sette minuti. L’azione davanti esplode presto. Prima ci prova Matteo Trentin con un attacco generoso in favore di Alaphilippe, poi tocca ad Abrahamsen con un’azione solitaria presto riassorbita. Enric Mas prende l’iniziativa e resta solo, mentre alle sue spalle rientrano in diversi, tra cui Healy, Woods, Paret-Peintre e Buitrago, rendendo il finale incandescente. Nel gruppo Maglia Gialla, il forcing di Van Aert e Kuss fa esplodere il gruppo, selezionando una quindicina di corridori. Restano con Pogacar e Vingegaard solo i migliori: Adam Yates, Simon Yates, Roglic, Lipowitz, Rodríguez, Vauquelin, Onley, mentre Carlos Rodríguez è il primo a muoversi in quota. A 8 km dalla vetta arriva il primo scatto secco di Jonas Vingegaard. Pogacar lo segue subito. I due si staccano da tutti, ma si annullano a vicenda. Il danese prova altre due volte, ma il risultato non cambia, Pogacar non cede un metro. Ai -7 arriva anche lo scatto dello sloveno, ma ancora una volta Vingegaard risponde con lucidità. I due trovano aiuto nei compagni Benoot e Campenaerts, ma con il distacco che scende rapidamente sotto i due minuti, anche la vittoria di tappa sembra improvvisamente alla loro portata. Nel frattempo in testa alla corsa, Mas viene riassorbito da Healy e Paret-Peintre, che se le danno di santa ragione a suon di scatti e rallentamenti, favorendo il rientro di Buitrago. A 1500 metri dalla fine, anche Van Wilder torna sotto, lanciando il treno perfetto per il compagno Paret-Peintre. Healy anticipa la volata, ma sbaglia i tempi. Il francese lo sorpassa nell’ultima curva e regala alla Francia il primo successo in questo Tour, evitando quella che sarebbe stata la terza edizione della storia senza vittorie di casa. Dietro, Pogacar e Vingegaard riprendono anche Mas, e concludono in quinta e sesta posizione, con lo sloveno che guadagna due secondi sul rivale grazie alla maggiore brillantezza allo sprint. Un dettaglio che non sposta gli equilibri, ma conferma come i due si stiano marcando in modo ossessivo. Alle loro spalle Roglic chiude a 1’51”, davanti a Lipowitz, sempre più vicino al podio e alla Maglia Bianca, grazie anche al lavoro di sacrificio del compagno sloveno. Oscar Onley, suo diretto rivale per la classifica giovani, perde terreno prezioso. Più indietro anche Vauquelin, mentre Carlos Rodríguez limita i danni.

Il Mont Ventoux non ha cambiato le gerarchie tra i due giganti del Tour, ma ha acceso i motori per un’ultima settimana. Pogacar e Vingegaard si annullano, ma nessuno dei due ha ancora messo l’altro alle corde. Dietro, Lipowitz emerge come terzo incomodo per il podio, mentre il sogno francese si riaccende con il trionfo di Paret-Peintre, in un Tour che finora aveva visto il tricolore transalpino rimanere in ombra.

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