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Tour de France 2025 – Ben O’ Connor conquista il Col de la Loze

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Pogacar, secondo all’arrivo, guadagna 9” su Vingegaard

Col de la Loze – Ben O’Connor scrive una pagina importante del Tour de France 2025 conquistando in solitaria la 18a tappa con arrivo in cima al Col de la Loze. Il corridore australiano del Team Jayco AlUla corona una lunga fuga iniziata sulle prime salite della giornata e finalizzata con un attacco secco a più di 15 km dal traguardo, lasciandosi alle spalle anche l’ultimo compagno d’avventura, il colombiano Einer Rubio della Movistar. Alle sue spalle, tra i big della classifica generale, è Tadej Pogacar a guadagnare terreno. Lo sloveno, dopo aver controllato per tutta la tappa, piazza l’ennesimo colpo nel finale e riesce a staccare Jonas Vingegaard, suo principale rivale, aggiungendo altri preziosi secondi al suo vantaggio in classifica.

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La tappa parte senza grande bagarre iniziale. Il gruppo resta compatto fino al traguardo volante, posizionato dopo 23 km, dove è la Lidl-Trek a fare l’andatura e a lanciare Jonathan Milan verso il massimo dei punti, senza opposizione. Subito dopo si accende la corsa. Wout Van Aert e Tim Wellens aprono le danze con una serie di attacchi che innescano il primo movimento serio. Su Wellens si riportano diversi corridori tra cui Jonas Rutsch, Kaden Groves, Alexey Lutsenko. Nel corso della salita del Col du Glandon, il gruppo si seleziona ulteriormente, restano davanti Wellens e Lutsenko, poi raggiunti da altri corridori forti come Jorgenson, Roglic, Gall, Rubio, Van Aert, Armirail, Martinez, Muhlberger e Leknessund. L’azione si fa corposa e promette battaglia. Il gruppo maglia gialla, tirato da Politt per la UAE Emirates, resta a circa un minuto di distanza. Da dietro provano ad avvantaggiarsi anche altri uomini tra cui Plapp, Rodriguez, Mas, Castrillo, Jegat e Woods. Le rampe del Glandon, come previsto, fanno selezione e via via alcuni si staccano. La discesa successiva è il terreno per nuovi movimenti, ma è l’ascesa del Col de la Madeleine a cambiare davvero il volto della corsa. Jorgenson impone un ritmo alto e riesce a fare la differenza, insieme ad Arensman. I due prendono margine, con Roglic, Gall, Rubio, Baudin e O’Connor che si organizzano per inseguire. Davanti, però, Jorgenson sembra inarrestabile, Arensman fatica ma regge, mentre Baudin riesce con una discesa straordinaria a rientrare sul gruppo degli inseguitori. Intanto nel gruppo maglia gialla si muove finalmente la Visma-Lease a Bike. Van Aert, Benoot e Campenaerts aumentano l’andatura, costringendo molti a perdere le ruote. Tra questi anche corridori di spicco come Vauquelin e Healy. L’effetto è immediato ed il gruppo si assottiglia e restano solo i più forti. Quando Jonas Vingegaard scatta a circa 70 km dal traguardo, l’unico in grado di rispondere è Tadej Pogacar. I due rientrano sui primi, con Jorgenson che si mette subito a disposizione del danese. Nel frattempo il ritmo altissimo fa fuori Arensman e mette in crisi Lipowitz, che passa in vetta alla Madeleine con mezzo minuto di ritardo. I distacchi si fanno importanti anche nella successiva discesa, in cui Lipowitz riesce comunque a rientrare su Arensman. A fondo discesa, però, la situazione si complica. Jorgenson prova a rallentare e chiedere collaborazione, ma non ottiene risposte. A quel punto sono Ben O’Connor e Einer Rubio a lanciare un nuovo attacco. Jorgenson li segue, ma viene presto richiamato dalla Visma per mettersi di nuovo a disposizione di Vingegaard. Il gruppo dei big, rallentato e pieno di marcature reciproche, lascia spazio al terzetto al comando, che guadagna rapidamente minuti preziosi. All’inizio del Col de la Loze, O’Connor, Rubio e Jorgenson hanno quasi 4 minuti sul gruppo maglia gialla, in cui la UAE Team Emirates prende il comando con Marc Soler. La salita, durissima e irregolare, diventa terreno di caccia per chi ha ancora energia. Lipowitz prova inizialmente a rientrare, ma la sua azione si spegne progressivamente. Narvaez e poi Adam Yates dettano il ritmo per Pogacar, che resta coperto mentre la Visma torna a muoversi nel tentativo di preparare un’altra accelerazione del proprio leader. Quando mancano poco più di 15 km all’arrivo, Ben O’Connor rompe gli indugi. Rubio cede quasi subito, incapace di rispondere all’accelerazione secca dell’australiano, che si invola da solo verso il traguardo. Dietro, la UAE mantiene un ritmo controllato fino agli ultimi 10 km. Poi è Adam Yates ad aumentare l’andatura, facendo esplodere il gruppetto dei migliori. Vengono staccati prima Lipowitz, Kuss e Johannessen, mentre Gall e Roglic provano con fatica a resistere. Vingegaard rompe gli indugi a poco più di un chilometro dall’arrivo, ma Pogacar è ancora una volta impeccabile nel seguire lo scatto. Anzi, lo sloveno rilancia e riesce a staccare sia il danese che Onley. In pochi minuti recupera e supera Rubio, conquistando così il secondo posto di giornata 1’45” dal vincitore. Dietro, Vingegaard riesce a limitare i danni chiudendo terzo a 9” da Pogacar, ma subendo un nuovo colpo nella corsa alla maglia gialla. Onley conferma il suo ottimo momento di forma con un quarto posto che lo avvicina ulteriormente al podio, approfittando della giornata difficile di Lipowitz, che perde terreno sia sull’ascesa finale che nel tratto precedente e deve accontentarsi di conservare per pochi secondi il terzo gradino della classifica provvisoria.

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