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Tour de France 2025 – Bis di Jonathan Milan a Valence che consolida la Maglia Verde

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La caduta, all’ultimo km, di Merlier e Girmay facilita la vittoria del friulano.

Valence – Jonathan Milan conquista la 17a tappa del Tour de France 2025 imponendosi nello sprint finale sul traguardo di Valence. È il secondo successo per il friulano della Lidl-Trek in questa edizione della Grande Boucle, dopo il trionfo a Laval dieci giorni fa, e arriva in una delle ultime occasioni riservate ai velocisti. La sua affermazione è ancora più significativa perché avviene al termine di una giornata caratterizzata da pioggia, nervosismo e una caduta nel km finale che ha drasticamente ridotto il numero di contendenti alla vittoria.

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La tappa ha vissuto una prima parte piuttosto movimentata. Dopo la partenza da Bollène non sono mancati gli scatti e i tentativi di fuga, con la Movistar tra le squadre più attive. A prendere il largo è stato un quartetto composto da Albanese, Pacher, Burgaudeau e Abrahamsen, che è riuscito a guadagnare fino a tre minuti sul gruppo. Il plotone, condotto principalmente dagli uomini della Lidl-Trek e della Soudal Quick-Step, ha mantenuto il margine sotto controllo senza mai lasciare troppo spazio ai battistrada. Le prime difficoltà altimetriche sono arrivate a metà percorso, con il primo GPM di giornata che ha visto la Ineos Grenadiers aumentare l’andatura, provocando il primo vero scossone alla corsa. L’accelerazione ha selezionato il gruppo, causando problemi a diversi velocisti tra cui Milan e Merlier, che si sono trovati costretti a inseguire con l’aiuto dei compagni. La fase centrale della corsa è stata caratterizzata da numerosi tentativi di rientro e da un lavoro costante delle squadre degli sprinter per ricompattare il gruppo. Un ruolo importante è stato giocato da corridori come Quinn Simmons, impegnati a disturbare le accelerazioni e a spezzare l’intesa tra gli attaccanti. A 60 km dall’arrivo, dopo una lunga fase interlocutoria, il gruppo principale è riuscito a rientrare sui battistrada. Ma proprio quando sembrava ristabilita la calma, è iniziata una nuova fase movimentata della corsa. La salita del Col de Tartaiguille ha visto un nuovo cambio di ritmo, questa volta con un’azione decisa della Israel–Premier Tech prima e di Wout Van Aert poi. Il belga ha tentato un allungo in solitaria ma non è riuscito a completare il ricongiungimento con i fuggitivi, che sono riusciti a mantenere un margine minimo anche all’ingresso degli ultimi 30 km. Il finale si è rivelato incandescente. Con l’aumento della velocità e l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia, le numerose rotonde presenti nel tratto urbano hanno contribuito a generare confusione. Diversi sprinter, tra cui Milan e Merlier, si sono trovati penalizzati dalla traiettoria sbagliata, dovendo faticare per rientrare nelle posizioni di testa. A meno di un chilometro dal traguardo, una caduta ha spezzato ulteriormente il gruppo. Coinvolti anche nomi di primo piano come Merlier e Girmay, costretti a rinunciare alla volata. Davanti sono rimasti appena una dozzina di corridori. Milan è riuscito a risalire in tempo utile, sfruttando la potenza e il supporto di Jasper Stuyven. In un finale lanciato a tutta velocità, si è inserito nel treno della XDS Astana ma ha saputo attendere il momento giusto per partire. Ballerini, lanciato troppo presto da Fedorov, non ha avuto lo spunto per tenere fino alla fine. Il friulano ha invece colpito con precisione, uscendo deciso negli ultimi 100 metri e resistendo alla rimonta di Jordi Meeus, con Tobias Lund Andresen in terza posizione. Arnaud De Lie, protagonista di un contatto ravvicinato con la ruota posteriore di Milan, ha rischiato la caduta ma è riuscito a rimanere in piedi, chiudendo quarto. Alle spalle dei protagonisti dello sprint si sono inseriti due italiani: Davide Ballerini ha terminato in quinta posizione, mentre Alberto Dainese ha conquistato un buon sesto posto. Entrambi si sono dimostrati pronti a cogliere le occasioni in una volata segnata da incertezze e imprevisti, dove la tenuta nervosa è risultata decisiva almeno quanto la velocità pura. La caduta, avvenuta entro l’ultimo chilometro, non ha avuto conseguenze sulla classifica generale, che resta invariata. Tadej Pogačar conserva la Maglia Gialla con un vantaggio di 4 minuti e 15 secondi su Jonas Vingegaard e oltre nove minuti su Florian Lipowitz. Gli uomini di classifica hanno affrontato la tappa senza correre rischi, risparmiando energie in vista delle montagne conclusive. La lotta per la vittoria finale resta congelata, in attesa di un nuovo confronto nei prossimi giorni.

Quella di Valence potrebbe essere stata l’ultima occasione per gli sprinter prima dell’arrivo a Parigi. Milan, con due vittorie di tappa e la Maglia Verde ormai saldamente sulle spalle, ha confermato il proprio status di riferimento nelle volate della Grande Boucle. Un successo costruito con intelligenza tattica, forza fisica e freddezza in un finale segnato dal caos.

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