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Tour de France 2025 – Sigillo di Simon Yates, Ben Healy conquista la maglia gialla

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Le Mont Dore – Nel giorno della Festa Nazionale francese, il Tour de France sceglie di non concedere tregua e propone una tappa nervosa e impegnativa nel cuore del Massiccio Centrale. La frazione è caratterizzata da un continuo saliscendi e si conclude con uno strappo finale di 3,3 km all’8%, ideale per scattisti e scalatori esplosivi. Fin dai primi chilometri la corsa si infiamma. La strada s’impenna subito e nasce una fuga numerosa e molto qualificata, composta da ben 29 corridori. Tra questi ci sono protagonisti attesi come Simon Yates, Ben Healy, Ben O’Connor, Julian Alaphilippe, Lutsenko, Woods, Lenny Martinez, Thymen Arensman, Michael Storer e anche l’italiano Simone Velasco. Il gruppo maglia gialla, controllato dalla UAE Team Emirates, non concede inizialmente grande margine e tiene a distanza i battistrada. Il margine della fuga oscilla intorno ai due minuti mentre la corsa si inoltra nel tratto centrale, segnato da numerose salite brevi ma insidiose. A circa 100 km dal traguardo è Ben O’Connor a rompere gli equilibri in testa. Il suo forcing seleziona il gruppo dei fuggitivi, riducendolo a 19 unità. Alaphilippe, Van Wilder e Velasco perdono contatto, mentre il vantaggio nei confronti del gruppo maglia gialla si allarga fino a sfiorare i quattro minuti. In questa fase Lenny Martinez si mette in luce, andando a raccogliere punti preziosi per la classifica degli scalatori e confermando la sua ambizione per la maglia a pois. La corsa si fa sempre più accesa e, quando mancano 50 km all’arrivo, diventa chiaro che il successo di tappa sarà affare per gli uomini in fuga. Inizia così una nuova girandola di attacchi. A muoversi con più decisione è Quinn Simmons, che forza l’andatura su una delle tante salite non classificate e seleziona un gruppetto di testa con Healy, Yates, O’Connor, Arensman e Storer. Più indietro, nel gruppo degli uomini di classifica, è la Visma-Lease a Bike a cambiare passo con gli scatti di Sepp Kuss e Matteo Jorgenson. Tuttavia, si tratta più di mosse esplorative che di veri tentativi di ribaltare la situazione, e la fuga resta saldamente al comando con oltre cinque minuti di margine. Nel finale, la selezione in testa è definitiva. Simmons perde le ruote e restano in cinque a contendersi la vittoria. Healy, che sa di poter conquistare la maglia gialla grazie al distacco accumulato, si mette generosamente al servizio del ritmo, rinunciando di fatto a inseguire il successo parziale. Per lui, la tappa diventa una lunga cronometro contro il tempo, con l’obiettivo di conservare un vantaggio sufficiente su Pogacar e compagni. La salita finale di Le Mont-Dore, con i suoi 3,3 km all’8%, si rivela decisiva. È Simon Yates il primo ad attaccare con forza appena la strada si impenna. Gli tiene testa soltanto Ben O’Connor, mentre Healy si difende con coraggio. A 2 km dal traguardo, Yates rilancia e stavolta fa il vuoto. Il britannico si invola in solitaria verso il traguardo e conquista con autorità una vittoria pesante e di classe. Alle sue spalle, Thymen Arensman prova a rientrare in progressione ma deve accontentarsi del secondo posto, mentre un meraviglioso Ben Healy chiude terzo raccoglie il frutto del suo lavoro diventando il nuovo leader della classifica generale. Nel gruppo dei big, la salita finale accende comunque la bagarre. Dopo un tentativo di Remco Evenepoel è Tadej Pogacar a rompere gli indugi con una delle sue accelerazioni devastanti. Solo Jonas Vingegaard riesce a seguirlo, ma i due si fermano poco dopo, consentendo al gruppo degli inseguitori, con lo stesso Evenepoel, Onley, Roglic, Lipowitz, Johannessen e Jorgenson, di rientrare proprio negli ultimi metri. Pogacar, consapevole della situazione, rallenta vistosamente nel finale per evitare di riprendersi la maglia gialla e lasciare così a Healy l’onore del primato.

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Con questo colpo di scena, la classifica generale cambia volto. Ben Healy comanda ora il Tour con 29 secondi di vantaggio su Tadej Pogacar e 1 minuto e 29 su Remco Evenepoel. Più staccati seguono Primoz Roglic, Carlos Rodriguez, Enric Mas e lo stesso Vingegaard, che appare in crescita ma ancora lontano dalla sua miglior condizione. Il Tour si ferma ora per il tanto atteso giorno di riposo. Mercoledì si ripartirà con una frazione atipica, disegnata per finisseur e corridori da classiche, che potrebbe offrire nuovi spunti tattici e altre emozioni. Intanto, il Tour de France ha un nuovo protagonista: l’irlandese Ben Healy, sorprendente leader al termine di una tappa incerta, spettacolare.

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