A Santa Lucia del Mela, la macchina organizzativa dell’Amministrazione Comunale, in collaborazione con i gruppi “Il Piccolo Teatro”, “Antiche Torri”, Banda Musicale “M. Randisi” e i volontari del locale Gruppo di Protezione Civile, ha già definito il programma per l’edizione 2026 del “Carnevale Storico Luciese”.
Tra i tanti carnevali che annualmente si svolgono in Sicilia, quello luciese è certamente fra i più curiosi e particolari (dal 2015, è iscritto nel “Registro Eredità Immateriali”, della Regione Sicilia), proprio per l’originalità nella sfilata delle moto Ape e per la sua storicità: le antiche origini sono testimoniate già nei registri comunali: “De’ Mandati di Città – 1585/1586”.

“U Catalettu ” del Martedì Grasso, dopo l’ultima sfilata dei carri, mette simbolicamente in scena, la morte di “Cannaluari”, che, dopo essere stato processato per golosità e ingordigia, muore strozzato dall’ennesima fraviola di ricotta…

Il corteo funebre-farsa vede il suo “fantoccio” portato nella pubblica piazza per essere bruciato.
Portato a spalla dagli “incapucciati Babbaluci” e pianto dai lamenti dalle “Prefiche ciancimorti” con la musica della “Funeral-Band”…
Ma il Carnevale luciese vive i tre giorni dell’8- 15 e 17 febbraio nelle sfilate di otto moto Ape trasformate da abili artigiani, in otto carri allegorici, con ognuno il suo seguito di figuranti, ballerini e musicisti, che si quantificano gia in un migliaio di persone, fra grandi e piccini, coinvolte in questa allegra kermesse carnevalesca.
E ogni sera , a fine sfilata, musica in piazza con D.J.Set, cannoli e fraviole…
Questo è l’elenco, a tema, degli otto gruppi partecipanti, con la propria “LAPA”: La-Partenopea, La-Peach, La-Pletrafilosofale, La-Pedalata, La-Pattuglia, La-Parola alla Natura, La-Partitura e La-Papaya.
Un programma che promette, come già per gli anni scorsi, tanto divertimento.
Santino Imbesi
(foto da repertorio)



