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UN PONTE DI VOCI tra Sicilia e Svizzera: CORO CALICANTUS da Locarno a Barcellona con I PICCOLI CANTORI

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Esiste un linguaggio che non necessita di traduttori, una melodia che attraversa le Alpi per tuffarsi nel cuore del Mediterraneo. È il “ponte del canto”, quell’idea visionaria promossa dall’UNESCO per unire i popoli, che ieri, martedì 7 aprile, ha trasformato l’Auditorium S. Vito in un crocevia di culture e speranza.

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L’evento, dal titolo evocativo “Voci oltre i confini”, nasce dalla sinergia tra l’Associazione Corale “I Piccoli Cantori” di Barcellona P.G. e il celebre Coro Calicantus di Locarno (Svizzera). Non si tratta di un semplice concerto, ma di un vero e proprio gemellaggio artistico basato sul concetto di “Songbridge”: portare il mondo nel coro e il coro nel mondo.

La serata si è  aperta con il saluto dei padroni di casa. I Piccoli Cantori, guidati dalla bacchetta esperta di Salvina Miano e accompagnati al pianoforte da Dario T. Pino, hanno reso omaggio alla tradizione con un Trittico siciliano, per poi esplorare sonorità contemporanee.

Il testimone è poi passato al Coro Calicantus, eccellenza svizzera diretta dal Maestro Mario Fontana con Simona Crociani al pianoforte. Il loro repertorio è stato una mappa sonora che ha spaziato dai polifonisti del XV secolo come Boleslavsky, alle atmosfere nordiche di Ola Gjeilo, fino ai classici del pop d’autore come Joni Mitchell e Crosby, Stills & Nash.

Il gran finale ha visto i due cori riuniti sul palco per eseguire i brani di Ivo Antognini, compositore di fama mondiale che collabora stabilmente con l’ensemble svizzero. Fondato nel 1993, il Calicantus non è solo una scuola di canto con 150 allievi, ma un ambasciatore culturale della Svizzera nel mondo. Con oltre 150 tournée all’attivo e prestigiosi riconoscimenti internazionali — come il Grand Prix a Praga e Rimini — il coro ha fatto della musica uno strumento di pace. La loro missione, infatti, abbraccia da anni la tutela dell’infanzia attraverso collaborazioni storiche con organizzazioni come Medici senza Frontiere.

In un momento storico segnato da divisioni, l’incontro tra questi giovani talenti assume un valore simbolico profondo. Come sottolineato dagli organizzatori: “Quando gruppi corali provenienti da realtà diverse si incontrano, nasce un dialogo che supera le barriere linguistiche e geografiche. Il canto diventa lo strumento artistico per la promozione della pace internazionale.”

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