Cabezón de la Sal – La Vuelta a España 2025 si prepara a vivere una delle giornate più attese e decisive con la 13a tappa, partenza da Cabezón de la Sal e arrivo sulle terribili rampe dell’Angliru, il “Mostro delle Asturie” che torna per la decima volta a ospitare un traguardo della corsa spagnola. Una salita simbolo, capace da sola di riscrivere la classifica generale.

Il percorso misura 202,7 km e presenta un dislivello positivo complessivo di 3964 metri. La tappa è divisa nettamente in due parti. I primi 140 km saranno relativamente semplici, con tratti pianeggianti e qualche saliscendi, ma il vento laterale lungo la costa cantabrica potrebbe scompaginare le carte. Dal km 72, con la svolta verso
l’interno, il terreno diventa progressivamente più impegnativo fino alla sequenza micidiale di salite finali. Prima dell’Angliru, i corridori dovranno affrontare due Gran Premi della Montagna di Prima categoria: l’Alto La Mozqueta (6,3 km all’8,4%, punte al 12%) e l’Alto del Cordal (5,5 km all’8,8%, max 14%), il cui scollinamento avverrà a soli 21,1 km dall’arrivo. La discesa tecnica porterà direttamente ai piedi dell’ascesa conclusiva, rendendo la tensione e la selezione inevitabili. L’Angliru, salita di categoria Especial, misura 12,4 km al 9,7% di media, ma i numeri non raccontano tutta la verità. Dopo un avvio più “pedalabile” al 7-8%, la seconda parte diventa un autentico incubo, con pendenze costantemente in doppia cifra e punte fino al 23%. È qui che la Vuelta entrerà nel vivo e i big non avranno margine di errore.
Il nome più atteso è Jonas Vingegaard. Lo scalatore danese, già due volte vincitore del Tour de France, ha dichiarato di voler conquistare questa tappa e la sua squadra, la Visma-Lease a Bike, sarà compatta al suo servizio. Con gregari come Jorgenson e Kuss, il danese potrebbe approfittare delle terribili rampe asturiane per piazzare un colpo pesante alla concorrenza. Attenzione però a Joao Almeida. Il portoghese non ha le caratteristiche ideali per affrontare le pendenze impossibili dell’Angliru, ma la sua capacità di regolarizzare lo sforzo potrebbe permettergli di limitare i danni e, con un’eventuale crisi degli altri, anche guadagnare posizioni. Grande incognita invece Tom Pidcock, leggero e esplosivo, ma tutto da verificare sulla distanza e sulla durezza di una giornata così logorante. Dietro a questi tre nomi principali, ci sono corridori che possono giocare carte importanti: Jai Hindley, finora poco incisivo, Felix Gall, chiamato a confermare o smentire i segnali contrastanti dei giorni scorsi, e il giovane Matthew Riccitello, tra i più adatti per caratteristiche al terribile finale. Gli italiani puntano su Giulio Ciccone, che però deve ritrovare brillantezza, e sul giovane Giulio Pellizzari, che potrebbe avere carta bianca se la gamba lo supporterà. Da valutare anche Egan Bernal, ancora alla ricerca della forma dei tempi migliori. Non mancano i pretendenti pronti a giocarsi la gloria di giornata da lontano. La UAE potrebbe schierare Juan Ayuso e Jay Vine, a meno che non vengano vincolati da compiti di squadra. In agguato anche corridori come Santiago Buitrago, Harold Tejada, Mikel Landa, Wout Poels, Jefferson Cepeda e David Gaudu, tutti nomi che hanno già dimostrato di poter brillare sulle grandi montagne. Per l’Italia resta da seguire Antonio Tiberi, anche se le pendenze proibitive dell’Angliru non sembrano adattissime al suo profilo.
La 13a tappa della Vuelta 2025 sarà una vera e propria resa dei conti. L’Angliru non lascia scampo, chi avrà la gamba potrà sognare di ribaltare la corsa, chi non la avrà rischierà di compromettere ogni ambizione. È la giornata che tutti i tifosi aspettano, quella che resterà impressa nella storia di questa edizione.



