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Vuelta a España 2025 – Analisi 15a tappa – A Veiga/Vegadeo–Monforte de Lemos (km 167,8)

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A Veiga/Vegadeo – La seconda settimana della Vuelta a España 2025 si chiude con una tappa potenzialmente adatta alle ruote veloci guardando solo al finale, ma che si preannuncia estremamente difficile da controllare. Il percorso della 15a frazione, 167,8 km da A Veiga/Vegadeo a Monforte de Lemos, può essere infatti diviso in due parti, con una seconda metà piuttosto semplice che seguirà una prima decisamente impegnativa e che molto probabilmente sarà teatro di una grande battaglia per andare in fuga. In definitiva, la giornata sembra quindi favorire maggiormente gli attaccanti, mentre dovrebbe risultare difficile per le squadre degli sprinter tener chiusa la corsa, anche se molto dipenderà da quali e quanti corridori si muoveranno e da come si svilupperà la gara.

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La tappa inizierà subito in salita dato che, raggiunto il km 0 dopo il tratto di trasferimento da A Veiga/Vegadeo, comincerà immediatamente il GPM del Puerto A Garganta, ascesa di 16,5 km al 5,1% di pendenza media (max. 10%) che sarà probabilmente teatro di numerosi attacchi e manderà in difficoltà molte delle ruote veloci. Dopo una breve discesa, seguiranno tre asperità non categorizzate in rapida successione che potranno favorire altri tentativi prima di arrivare al secondo e ultimo GPM di giornata, l’Alto de Barbeitos (11,9 km al 3,9%, max. 11,5%), caratterizzato da 4000 metri iniziali abbastanza impegnativi, ma dopo i quali le pendenze si fanno più dolci e la strada finisce anche per spianare in alcuni punti. Giunti allo scollinamento si resterà in quota per 20 km abbastanza ondulati e anche parecchio tortuosi dal punto di vista planimetrico, poi si affronteranno altre due brevi salite non categorizzate, la seconda delle quali superata a 75 km dalla conclusione. Da qui inizierà un tratto di 25 km per lo più in discesa che si concluderà a A Pobra de San Xiao e dopo circa 12 km si giungerà allo sprint intermedio di Sarria, anticipato da un breve strappo e seguito dalle ultime due asperità di giornata, un’ascesa di circa 4500 metri e uno strappetto di 1000. In cima mancheranno 25 km al traguardo di Monforte de Lemos e la strada sarà quasi tutta a favore fino all’arrivo, cui si giungerà dopo aver affrontato due curve ad angolo retto nell’ultimo chilometro.

Che siano i fuggitivi o gli sprinter (in particolare, quelli resistenti) a giocarsi la vittoria di giornata, in entrambi i casi il nome che balza all’occhio guardando al profilo della tappa è Mads Pedersen (Lidl-Trek). Per il danese questa potrebbe essere finalmente la giornata giusta per cogliere quel successo che finora gli è sempre sfuggito e che gli permetterebbe anche di chiudere quasi del tutto i giochi per quanto riguarda la Maglia Verde. L’ex campione del mondo ha dimostrato di andare forte in salita e, se in un’eventuale fuga riuscisse a essere supportato da un paio di compagni di squadra, potrebbe davvero far sua questa tappa. Il novero degli attaccanti è ovviamente lunghissimo. Per uscire sin dalle prime fasi di corsa bisogna essere indubbiamente forti in salita, e chissà che anche qualche corridore con una posizione discreta non voglia provare ad approfittarne per infilarsi davanti. Tra gli uomini che proveranno a portarsi davanti ci sono corridori come Victor Campenaerts (Vism-Lease a Bike), Fabio Christen (Q36.5 Pro Cycling), Stefan Kung (Groupama-FDJ), Alec Segaert (Lotto Dstny) e Nico Denz (Red Bull–Bora–Hansgrohe), che potrebbero magari soffrire inizialmente, ma che poi nella seconda parte di gara avrebbero dalla loro la potenza necessaria per fare la differenza, cercando poi di anticipare lo sprint. Attenzione tuttavia anche a corridori che in salita se la cavano bene come Javier Romo (Movistar), Andrea Bagioli (Lidl-Trek), Michal Kwiatkowski (Ineos Grenadiers), Guillermo Silva (Caja Rural–RGA), Bruno Armirail (Decathlon Ag2r La Mondiale) e Maximilian Schachmann (Soudal Quick-Step). Alcuni di questi sono anche dotati di uno spunto veloce importante che gli permette di poter eventualmente anche aspettare lo sprint, a seconda chiaramente della grandezza e composizione del gruppo di testa. Molto difficile, ma non da escludere del tutto, che la tappa possa avere un epilogo in volata, dove potrebbero giocarsela corridori veloci e resistenti come Ben Turner (Ineos Grenadiers), Anders Foldager (Team Jayco AlUla), Orluis Aular (Movistar), tutti uomini che comunque potremmo anche vedere all’attacco con profitto. Non è da escludere che riescano a gestirsi anche Jasper Philipsen (Alpecin-Deceuninck), che in caso di sprint resta il riferimento assoluto, Bryan Coquard (Cofidis) e Jenthe Biermans (Arkéa-B&B Hotels). Tra gli uomini veloci e resistenti vanno infine citati anche Ivo Oliveira (UAE Team Emirates XRG) e Filippo Ganna (Ineos Grenadiers). Entrambi, in caso di arrivo con un gruppo più ridotto, potrebbero avere la possibilità di lanciarsi nello sprint, ma restano nomi spendibili anche nell’ottica di una fuga, pur con il limite rappresentato dalle dure salite iniziali che rischiano di pesar loro parecchio.

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