O Barco de Valdeorras – La Vuelta a España 2025 entra nel vivo della sua terza settimana e lo fa con una frazione breve ma esplosiva. I corridori rimasti in gara affronteranno la 17a tappa, disegnata dagli organizzatori come “media montagna”, ma che per altimetria e durezza ha tutto per trasformarsi in un test fondamentale per la classifica generale.

Sono solo 143,2 km in programma, ma con un dislivello positivo di 3371 metri che renderà la giornata impegnativa dal primo all’ultimo tratto. Se i saliscendi e i tratti vallonati faranno da antipasto, il finale con l’ascesa all’Alto de El Morredero promette scintille tra i grandi protagonisti della corsa. La partenza avverrà a O Barco de Valdeorras, in Galizia. I primi 40 km sono mossi ma senza difficoltà particolari, un terreno ideale per i tentativi di fuga. A metà percorso ci sarà il primo Gran Premio della Montagna, il Paso de las Traviesas (7,8 km al 4,1% con punte massime all’11,6%), che potrebbe contribuire a scremare il gruppo. Dopo lo scollinamento, la corsa scivolerà in direzione di Ponferrada, città che richiama alla memoria i Mondiali del 2014 vinti da Michal Kwiatkowski, ancora in gara in questa edizione della Vuelta. Da lì si punterà verso il traguardo volante di Almazcara, momento chiave per chi insegue gli abbuoni, ma anche preludio al tratto decisivo. L’arrivo è posto in cima all’Alto de El Morredero, 8,8 km durissimi al 9,7% di pendenza media. I primi 5 km sono costantemente in doppia cifra, con punte al 16%, mentre solo negli ultimi 4000 metri la salita si “addolcisce”, senza comunque mai scendere sotto il 6,5%. Una rampa finale che farà inevitabilmente selezione.
La tappa sembra fatta apposta per un nuovo duello tra i due uomini più attesi: Joao Almeida e Jonas Vingegaard. Il portoghese della UAE Team Emirates XRG ha già mostrato di non temere le pendenze più brutali sull’Angliru, imponendo un ritmo insostenibile per quasi tutti. Con compagni come Ayuso, Soler e Vine al suo fianco, Almeida potrebbe tentare un attacco deciso, sia per ridurre il gap dalla Maglia Rossa sia per aggiungere un successo di prestigio alla sua corsa. Dall’altra parte c’è il leader indiscusso: Jonas Vingegaard. Il danese della Visma-Lease a Bike ha già raccolto due successi in questa Vuelta e ha gestito finora con sicurezza la corsa. Sull’Alto de El Morredero, se sentirà di avere la gamba giusta, non si limiterà a controllare e potrebbe piazzare l’affondo per consolidare definitivamente la sua leadership. Accanto a lui ci sarà la squadra al completo, con un Sepp Kuss brillante che potrebbe a sua volta diventare una pedina importante nello sviluppo tattico. Dietro al duello annunciato ci sono altri corridori che proveranno a sfruttare la giornata. Jai Hindley sembra in crescita e ha nel giovane Giulio Pellizzari un alleato solido. L’australiano, con il podio nel mirino, potrebbe giocare le sue carte anche per una vittoria di tappa di prestigio. Più complessa la situazione di Tom Pidcock, leader della Q36.5 Pro Cycling. La salita finale non si adatta perfettamente alle sue caratteristiche, ma il britannico ha dimostrato grandi progressi e potrebbe sorprendere in difesa. Non vanno dimenticati anche nomi come Felix Gall e Matthew Riccitello, che potrebbero tentare un colpo da lontano. Se i big decideranno di attendere, lo spazio potrebbe aprirsi per una fuga da lontano. Uomini come Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), David Gaudu (Groupama-FDJ), Eddie Dunbar (Jayco-AlUla), Harold Tejada e Lorenzo Fortunato (XDS Astana) hanno le caratteristiche ideali per un arrivo simile. Occhio anche a corridori già protagonisti nelle giornate precedenti come Egan Bernal e Mikel Landa, entrambi desiderosi di riprovarci, o ai giovani talenti Markel Beloki e Johannes Staune-Mittet, capaci di inserirsi con coraggio. Da non sottovalutare infine Antonio Tiberi, apparso in netta ripresa e pronto a sorprendere.



