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Vuelta a España 2025 – Analisi 9a tappa – Alfaro-Estación de esquí de Valdezcaray (km 195,5)

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Alfaro – La prima settimana della Vuelta a España 2025 si chiuderà con un arrivo in quota, ma non tra i più proibitivi. I corridori partiranno da Alfaro e dopo 195,5 km raggiungeranno la Estación de esquí de Valdezcaray, località che già in passato ha ospitato la corsa spagnola. La giornata si annuncia incerta, con possibilità di successo sia per una fuga da lontano sia per uno scatto dei big negli ultimi chilometri.

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Il percorso non propone grandi difficoltà altimetriche nella parte centrale, ma nemmeno lunghi tratti pianeggianti. I primi 13 km saranno già in leggera salita, seguiti da un continuo saliscendi che renderà molto complicato il lavoro del gruppo e faciliterà le operazioni di chi vorrà inserirsi nell’azione giusta. Dopo Arnedo si aprirà un lungo tratto mosso, interrotto soltanto da alcuni strappi, fino a Nájera, dove inizierà la fase decisiva della corsa. Ai meno 50 km dall’arrivo si entrerà in un lungo falsopiano che condurrà al traguardo volante di Santo Domingo de la Calzada (29,4 km al termine), preludio all’ascesa conclusiva verso Valdezcaray: 13,2 km al 5% di pendenza media, con un tratto iniziale molto duro (7-7,5% di media nei primi 3,5 km e punta del 12%) seguito da una parte centrale attorno al 6%. Negli ultimi 4 km, però, la salita si addolcirà fino al 2-3%, favorendo rientri e rendendo difficile fare la differenza in extremis. Per questo motivo, chi vorrà guadagnare terreno in classifica dovrà muoversi presto, magari già nei primi chilometri dell’ascesa. Qui potrebbe essere la volta buona per vedere Jonas Vingegaard tentare un’azione concreta, supportato da Sepp Kuss e soprattutto da Matteo Jorgenson, che rimane ben piazzato in generale e può essere usato anche come pedina tattica. A rispondere ci penserà la UAE Emirates XRG, che punta su Joao Almeida, già capace quest’anno di battere Vingegaard in arrivi simili. Ma la formazione emiratina avrà diverse opzioni: Juan Ayuso, Jay Vine e Marc Soler possono essere protagonisti in salita, con quest’ultimo pronto a sfruttare eventuali libertà dal capitano. Tra gli avversari più attesi ci sono anche Giulio Ciccone (Lidl-Trek), brillante nelle prime tappe di montagna, ed Egan Bernal (Ineos Grenadiers), sempre regolare e pronto a cogliere l’attimo per sorprendere. Occhio anche a Tom Pidcock (Q36.5), che potrebbe sfruttare il tratto finale meno duro per un’accelerazione delle sue. La Red Bull-Bora-Hansgrohe avrà due carte da giocare, Giulio Pellizzari e Jai Hindley, entrambi liberi di muoversi. Possibili outsider anche Felix Gall (Decathlon Ag2R), Matthew Riccitello (Israel-Premier Tech) e il sorprendente leader della generale, Torstein Traeen (Bahrain Victorious), che proverà a difendersi restando aggrappato al gruppo dei migliori. Ma non è da escludere che la tappa venga decisa da una fuga da lontano. In tal caso, diversi corridori hanno il profilo giusto per resistere fino in cima: da Harold Tejada (Astana) a Wout Poels, da Bruno Armirail (Decathlon Ag2R) a un David Gaudu in cerca di riscatto. Attenzione anche a Marco Frigo (Israel-Premier Tech), agli uomini della Jayco-AlUla (Ben O’Connor, Eddie Dunbar, Chris Harper) e agli attaccanti di giornata come Sean Quinn, Gianmarco Garofoli o Raúl García Pierna. E poi c’è il jolly più curioso: Mads Pedersen (Lidl-Trek). L’arrivo è in salita, ma non impossibile per lui se riuscirà a inserirsi in una fuga numerosa e a gestire il vantaggio nella parte finale più pedalabile.

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