Morbegno – Dopo due giorni estenuanti tra le grandi montagne valtellinesi, il Giro d’Italia prova a tirare il fiato. La 18a frazione, con i suoi 144 km, parte da Morbegno, attraversa prima le Prealpi lecchesi per poi addentrarsi nella Brianza e concludersi a Cesano Maderno. La tappa non è priva di insidie, soprattutto nella sua parte centrale. Dopo un avvio abbastanza tranquillo, i corridori dovranno affrontare il primo Gran Premio della Montagna al Parlasco, una salita di seconda categoria lunga 7,6 km, con pendenze che raggiungono l’11%. Nulla di estremo, ma sufficiente a spezzare il ritmo e magari a lanciare una fuga. Dopo un tratto vallonato, si affronta il Colle Balisio, un GPM di terza categoria che non dovrebbe fare selezione, e successivamente il Ravellino, altro terza categoria posto al km 78, che potrebbe servire come trampolino d’attacco per chi cercherà gloria da lontano. L’ultimo strappo significativo è quello di Sirtori, posto al km 87, non classificato come GPM ma abbastanza nervoso da costringere il gruppo a restare vigile. Da lì in avanti la corsa cambia completamente volto. Circa 40 km di pianura assoluta conducono i corridori verso il traguardo di Cesano Maderno, dove è previsto un circuito finale di 13 km da percorrere una volta. Il circuito è cittadino, pianeggiante ma movimentato da numerose curve ad angolo retto, che spezzeranno il ritmo e metteranno alla prova le capacità di guida del gruppo. Negli
ultimi 3 km il percorso si semplifica con due sole curve, l’ultima delle quali conduce sul rettilineo d’arrivo lungo 750 metri, largo 8 metri, perfetto per una volata a ranghi compatti. Sarà però fondamentale prendere bene l’ultima curva, perché la velocità in uscita potrà determinare l’esito dello sprint.

Le squadre dei velocisti avranno quindi il compito di controllare la corsa e cercare di annullare ogni tentativo di fuga. Se ci riusciranno, i nomi favoriti sono ormai ben noti. Mads Pedersen, già vincente in questo Giro, appare come il più solido sul traguardo di Cesano Maderno: resistente sugli strappi, potente in volata, ben protetto da un treno esperto. Olav Kooij resta il principale rivale, con la Visma-Lease a Bike pronta a metterlo nelle migliori condizioni per sprintare. Attenzione però a Kaden Groves, che nelle giornate giuste sa essere irresistibile, e a Corbin Strong, uno dei più in forma in queste ultime tappe. Possibili outsider come Van Uden e Orluis Aular potrebbero approfittare di una volata disordinata, mentre non si può escludere a priori l’arrivo di una fuga se le gambe dei gregari dovessero mancare dopo le fatiche alpine.



