Sulla gremitissima Piazza IX Aprile (il 9 aprile del 1860 era la data attesa dai taorminesi per lo sbarco di Garibaldi), tra scroscianti applausi, il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, non ha usato mezze parole sulla “inutilità” della riforma giudiziaria in corso di elaborazione da parte del Governo.
Lo ha fatto con leggera ironia durante l’incontro dal titolo “La Giustizia tra riforme e sfide globali”, suscitando più volte l’ilarità del pubblico che, nella grande maggioranza, è apparso consenziente sulla necessità di riforme in grado di preservare democrazia e legalità, differenti, a suo parere, di quella voluta e spiegata, sullo stesso palco, la sera prima, dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

In particolare, ha sostenuto Gratteri, che nel finale si è offerto ad un estenuante firma copie del suo ultimo libro “Una cosa sola” (Mondadori), non è stato dimostrato come la c.d. “separazione delle carriere” (della magistratura inquirente da quella giudicante ndr) possa essere risolutiva del cattivo funzionamento della Giustizia, comportando invece il rischio di una soggezione del Potere Giudiziario a quello Esecutivo.
Il suo ragionamento è spaziato poi su altri temi di attualità ritenendo sufficiente l’attuale sistema di responsabilizzazione dei magistrati per i loro errori, che al più andrebbe maggiormente vigilato, e che non si possono criticare i magistrati per i benefici ottenuti dai “collaboratori di giustizia”, in quanto discendenti dalle norme, che, questo sì, devono essere sempre applicate scrupolosamente per evitare che se ne agevoli chi non ne avrebbe diritto.
E poi, forti critiche alla riforma Cartabia che, contrariamente allo scopo prefisso, ha prodotto il ritardo dei processi, aggravato dalla possibilità, in alcuni casi, di sfuggire alla Giustizia.
Concludendo sulle mafie, “meno percepite” ma vive forti perché godono dell’interazione dei cittadini, col rischio, ha detto, che lo diventino ancora di più se si attuano riforme che rendono sempre più difficile l’acquisizione della prova.

Con Gratteri ha dialogato la bravissima Elvira Terranova, Adnkronos.
(Luigi Politi)



