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Rete ospedaliera nel Messinese – Il sindaco Midili alza la voce: “Milazzo penalizzato da una logica sbagliata. Serve potenziamento, non tagli”

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Milazzo – Un intervento deciso, fermo, carico di dati e ragioni. Il sindaco di Milazzo, Pippo Midili, ha preso la parola questa mattina nel corso dell’incontro con l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, svoltosi nella sede della Città Metropolitana di Messina alla presenza dei vertici dell’Asp e di numerosi amministratori locali. Tema della riunione: la bozza della nuova rete ospedaliera della provincia di Messina, che sta sollevando numerose polemiche da più territori. E Midili non ha usato mezzi termini: “Ancora una volta – ha detto – l’ospedale di Milazzo viene messo in secondo piano. Una scelta incomprensibile, soprattutto alla luce del ruolo centrale che questo presidio ricopre in tutta la fascia tirrenica”. Al centro delle preoccupazioni espresse dal primo cittadino c’è il Presidio Ospedaliero “Fogliani”, riconosciuto formalmente come ospedale di primo livello, ma secondo Midili trattato come una struttura secondaria ogniqualvolta si ridiscute l’assetto sanitario della provincia. Il sindaco ha denunciato una logica penalizzante che non tiene conto né dei numeri né delle esigenze del territorio.

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“Il Fogliani è oggi l’unico ospedale realmente operativo per tutta la zona tirrenica – ha ricordato Midili – compresa la città di Barcellona Pozzo di Gotto, che dopo la chiusura del proprio pronto soccorso si riversa interamente su Milazzo. Questo comporta una congestione costante, soprattutto nel pronto soccorso, che secondo i dati ufficiali registra il più alto numero di accessi della provincia di Messina. Non è una mia opinione, è la realtà dei numeri. E questi numeri dovrebbero pesare nelle scelte strategiche”. Il primo cittadino ha dunque chiesto non solo che non vengano effettuati tagli di posti letto, ma che l’ospedale venga rafforzato in maniera strutturale. “Le aree più sollecitate – ha spiegato – sono medicina d’urgenza, ortopedia e chirurgia. È lì che si decide, spesso in pochi minuti, la sorte di un paziente. Non possiamo permetterci che siano lasciate sguarnite o sotto organico”.

Ma tra i punti più delicati affrontati dal sindaco c’è quello legato alla neurologia. “Milazzo – ha sottolineato – ospita l’unico reparto di neurologia della provincia, ed è quindi l’unico luogo dove vengono trattate patologie come l’ictus in fase acuta. È assolutamente inaccettabile che un paziente colpito da ictus debba essere trasferito altrove per ricevere assistenza specializzata. È una perdita di tempo, e nel caso degli ictus il tempo è vita. Bisogna rispondere alla richiesta dell’Asp e inserire la Stroke Unit nella nuova rete ospedaliera. Non farlo sarebbe una grave negligenza”. Midili ha anche puntato l’attenzione su un altro servizio cruciale: la pediatria. “Parliamo dell’unico reparto pediatrico di riferimento per un bacino di circa 200 mila abitanti – ha detto – eppure non è previsto alcun potenziamento. Anzi, in alcuni passaggi della bozza si ha quasi l’impressione che venga ridimensionato. È una scelta incomprensibile e, francamente, pericolosa. Se c’è un servizio che dovrebbe essere garantito ovunque e sempre, è proprio quello dedicato ai più piccoli”.

Un altro elemento centrale dell’intervento del sindaco riguarda la peculiarità del territorio milazzese, che ospita una delle più grandi aree industriali della Sicilia, con la presenza di un grande polo petrolchimico e infrastrutture logistiche di primaria importanza. “Milazzo – ha spiegato Midili – deve essere considerato anche per il contesto in cui opera: abbiamo una raffineria, un porto con oltre un milione di passeggeri l’anno, e siamo il punto di riferimento per le emergenze sanitarie delle isole Eolie, soprattutto nei mesi estivi. Tutto questo non può essere ignorato. Non si tratta solo di difendere un ospedale, ma di garantire sicurezza sanitaria a un’intera area nevralgica per l’economia e la mobilità della Sicilia. Non è mia intenzione fare confronti o mettere in discussione il ruolo di altri presidi – ha concluso Midili – ma non si può continuare a redigere piani basandosi su una logica puramente burocratica, che non tiene conto della realtà quotidiana. L’ospedale di Milazzo è il primo punto di accoglienza dell’emergenza per centinaia di migliaia di persone. È lì che si salvano vite ogni giorno. Chiediamo semplicemente che venga riconosciuto il suo ruolo strategico e che si operi per potenziarne i servizi, non per depotenziarli”.

Le dichiarazioni di Midili si sommano a quelle, sempre più numerose, di altri sindaci del comprensorio messinese, che hanno espresso forti perplessità sulla bozza regionale, ritenuta squilibrata e distante dalle reali esigenze dei territori. In particolare, si contesta la tendenza a razionalizzare i servizi senza tener conto dei flussi di accesso, delle caratteristiche geografiche e del contesto socio-economico in cui operano i vari presidi.

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