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Novara di Sicilia. Dal 18 al 21 agosto “Sciarammu”, il 7° Nov’Aria Festival

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L’evento dedicato alla memoria dell’indimenticabile Fabio Postiglione, giornalista, novarese d’adozione e amico del Festival.

 

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Novara di Sicilia (ME) – Dal 18 al 21 agosto a Novara di Sicilia, in provincia di Messina, torna il Nov’Aria Festival, quattro giornate di teatro, musica, circo, laboratori esperienziali e incontri per immergersi nelle strade e nelle piazze del paese insieme ad artisti e ospiti, in un grande palcoscenico a cielo aperto. Il titolo di questa edizione, “Sciarammu”, parola dialettale reinterpretata, richiama la festa, il divertimento, un approccio alla vita attiva e piena di gratitudine.

Un approccio alla vita che apparteneva profondamente a Fabio Postiglione, giornalista, novarese d’adozione, amico del festival, scomparso nel gennaio di quest’anno in un tragico incidente a Milano, al quale è dedicata questa edizione.

Il progetto è ideato da un collettivo di novaresi emigranti, Giuseppe Buemi, Francesco Di Paola, Bruno Furnari, Salvatore Sofia, che operano nel mondo della cultura e del sociale. Il gruppo è affiancato da un’ampia comunità che si ritrova periodicamente in paese, mantenendo i legami e ampliando la conoscenza e la promozione del territorio.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Novara di Sicilia nell’ambito di

Novara in Festa III edizione, con il patrocinio dell’Assessorato Regionale Turismo Dipartimento Turismo, Sport e Spettacolo.

“La settima edizione, quella della crisi, quella della festa, per esserci ancora, per uno spazio inedito dedicato all’arte nelle strade di Novara, alla ricerca delle nostre origini, del nostro futuro, nel ricordo di chi non c’è più, ma c’è nelle piccole grandi cose di ogni giorno, nell’anno dell’Apoteosi, tradizione religiosa tra gioco, incontri ed eredità. Per questo Sciarammu”

Artisti ospiti: Il Castello di Sancio Panza / Sabotattores (teatro), Marta Pistocchi (musica, giocoleria), Rolando Rondinelli (percussioni, giocoleria), Francesca Di Traglia / Collettivo Clown (giocoleria, clown), Marco Ripoldi (teatro, stand up comedy), Sartoria Caronte (teatro). Partner artistico Valdemone Festival.

PRE FESTIVAL

Il festival è preceduto il 13 agosto da un’escursione e dalla partecipazione a un convegno sul tema “Mito e Arte a Novara di Sicilia” . Si inizia la mattina alle ore 10.00, ritrovo in Piazza Gabriele D’Annunzio (Sedili) da dove ci si muove in auto fino a località Castello d’Orlando, per una “Passeggiata sulle orme di Noa” e una lettura del poema breve “Ulysses”, di Giuseppe Buemi, tratto dall’antologia Frammenti di Sicilitudine, PAV edizioni. Alle ore 18.00 al Teatro Riccardo Casalaina convegno a cura della Prof.ssa Valentina Venuti, Dr. Giuseppe Paladini – Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e Scienze della Terra (MIFT) Università di Messina. Prof. Sebastiano D’Amico – Dipartimento di Geoscienze, Università di Malta.

IL PROGRAMMA DELLE GIORNATE

Il Festival si inaugura lunedì 18 agosto alle ore 17.00, appuntamento in Piazza Stancanelli Basile (San Sebastiano) per l’escursione al sito archeologico ai piedi della Rocca Salvatesta e il concerto “Trombe bizantine al tramonto”. Alle ore 22.00 in Piazza Duomo è il momento di “Sceccu, Cavallo e Re” da un’idea sull’inganno del potere. Una produzione Castello di Sancio Panza, da una bizzarria rabbiosa e rocambolesca di Monia Alfieri. Con Monia Alfieri, Gabriella Cacia, Massimo Camarata, Alice Camardella, Gerri Cucinotta, Simone Di Blasi, Elvira Ghirlanda, Sergio Runci. Saltimbanchi e cantastorie smascherano con leggerezza e urgenza i tranelli che il potere attua ogni giorno nel nostro presente. Si racconta del “Cavallo di Troia”, della favola del “Re nudo”, dello “Scecco nel lenzuolo”, ma anche del progetto del ponte sullo Stretto, un racconto dedicato a chi si oppone, a chi resiste.

La giornata di martedì 19 agosto si apre alle ore 11.00, al Mulino Giorginaro, con il “Laboratorio culinario di turtò”, nuovo appuntamento del Corso accelerato di galloitalico novarese, il dialetto, vera e propria lingua identitaria, che si parla a Novara e nelle frazioni. La serata di spettacoli inizia alle 22.00 in Piazza Duomo ed è dedicata al teatro di strada, con un doppio appuntamento in collaborazione con Valdemone Festival di Isnello (PA). Si parte con “Gran cabaret de Madame Pistache” di e con Marta Pistocchi, violinista, attrice comica, cantautrice, saltimbanco. Un one-woman-show, uno spettacolo musical-teatrale ambientato nei raffinati locali di un cabaret parigino degli anni ’30. A seguire “Tip Tap Poum”, uno spettacolo di teatro gestuale e tip tap, per tutte le età. Un personaggio eccentrico, scarpe da tip tap, pentole, cucchiai, piattini e alcuni elementi sonori deliranti trasformano lo spazio in un concerto teatrale, un’orchestra molto particolare e autentiche ondate di risate.

Il programma di mercoledì 20 agosto inizia alle ore 16.30 con partenza da Piazza Michele Bertolami “Maiorchino’s Way”, racconto del popolare gioco del lancio del formaggio tipico di Novara di Sicilia, seguendo il percorso tradizionale, con curiosità sulla produzione e sulla gara, che si tiene nel periodo di Carnevale. Una ruzzola, ma in un percorso tra le vie del paese. Al termine, classica “sfida ai rigori” dal Teatro Riccardo Casalaina fino alla “sarva”, il traguardo. Evento in collaborazione con il Circolo Sportivo Olimpia “Il Maiorchino”. Alle 18.30 in Piazza Michele Bertolami si presenta il libro “Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti pensando al futuro” (ed. Titivillus), a cura di Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino, Salvatore Sofia. Quest’ultimo dialogherà con la giornalista Elisabetta Reale per raccontare vent’anni di teatro e di progetti.

Il Teatro dei Venti di Modena, diretto da Stefano Tè, è una realtà teatrale riconosciuta a livello internazionale. Oltre alla produzione di spettacoli di strada, la compagnia è impegnata in progetti culturali e sociali nelle carceri, nelle scuole e con gli anziani, nelle periferie di Modena e nel borgo appenninico di Gombola. Il libro è una vera e propria “camminata utopica“, un racconto coinvolgente e visionario, arricchito da centinaia di immagini, ed esplora nuove modalità di attivazione culturale e poetica. Anche la serata del 20 agosto prevede due spettacoli. Si comincia alle 22.00 con “Summer Time”, clown, musica, giocoleria, di e con Francesca Di Traglia in arte Francesca Dietrich. Regia Andrea Meroni, una produzione Collettivo Clown. Ciambellone, ombrellone, sediolina. Dal rapporto con gli oggetti comincia il circo con una serie di gags esilaranti. E dalla borsa da spiaggia di una clownessa cosa uscirà ancora? Merenda, coltello, champagne…cin cin! Ciambellone, maschera da sub. Un raro connubio di femminile comicità e follia. Giocando con gli stereotipi Miss Ida porta con sé il pubblico in una fuga creativa e liberatoria. A seguire va in scena “Il fuoriclasse” un monologo sul calcio e sulla vita, di e con Marco Ripoldi, attore di teatro, di cinema, televisione e web, che ha al suo attivo collaborazioni con Paolo Rossi, Elio Germano, Claudio Bisio, Neri Marcorè, Cochi Ponzoni, Luigi Lo Cascio, Il Terzo Segreto di Satira. “Il fuoriclasse” racconta  la storia di Ripo, un ragazzo che cresce nella periferia di Milano, a Rozzano, detta Rozzangeles perché negli anni ’80 era una delle periferie più pericolose d’Italia. Ripo è il figlio del mister della squadra di calcio e figlio della storica maestra del paese. Vive così una doppia pressione, a scuola e al campo, perché chi va bene a scuola non è tanto bravo al campo, mentre chi è bravo al campo non è tanto bravo a scuola, ecco Ripo aveva la possibilità di fallire in entrambe le cose. Lo spettacolo cerca la rovesciata perfetta che tutti sogniamo di fare. Accettare chi siamo con tutte le nostre contraddizioni. Solo così ci si sente realizzati e si smette di inseguire i sogni. Perché non sarai mai tu a realizzare il tuo sogno. È il sogno che realizza te.

Mercoledì 21 agosto, l’ultima giornata di Festival si apre “La Vendemmia”, escursione al Palmento Rupestre di Contrada Chiappazza, ritrovo alle ore 10.00 davanti al Teatro Comunale Riccardo Casalaina. Evento in collaborazione con Feudo Solarìa – Cantina Grasso. Dimostrazione della pigiatura all’interno dell’antico palmento rupestre, ai piedi del quartiere Sant’Antonio, cunti sul vino a cura dell’attore Giuseppe Provinzano. Memorie familiari e contadine si fondono nei gesti antichi della pigiatura, nell’osservazione dei luoghi, non una semplice rievocazione, ma un rito di prosperità. L’ultimo spettacolo del festival, alle ore 22.00 in Piazza Duomo, è “Bohème – ultimo atto” una produzione Sartoria Caronte, liberamente ispirato da La Bohème di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Con Loris Seghizzi, Eros Carpita, Walter Barone, Iris Barone. Un viaggio tra lirica, musica pop sperimentale, teatro portato in scena dalla famiglia teatrale di Lari (PI), erede di una compagnia di giro dei primi del Novecento. “Bohème è per noi uno spunto autobiografico. Quegli anni rappresentati a Parigi sono molto somiglianti agli anni vissuti dai nostri predecessori a Napoli, o nei tanti luoghi di quell’Italia che precipitava nella guerra, dove molti artisti continuarono il mestiere; e soprattutto dopo la guerra, quando nascevano le compagnie di giro, delle vere e proprie comuni viaggianti che riuscivano a campare grazie ad espedienti di ogni tipo, ma sempre spinti orgogliosamente dal “mestiere”, come dei veri bohèmien. In questa trasposizione contemporanea, La Bohème si tiene nel luogo di residenza di Dolores, un’anziana attrice che ha rivestito da giovane, nel 1954, il ruolo di Mimì, personaggio da lei particolarmente amato. Dolores non può muoversi ma può ascoltare e vedere dalla sua abitazione. Per l’occasione, arriva al capezzale la compagnia teatrale storica di cui lei ha fatto parte. L’evento riunisce dunque il gruppo di artisti e compagni che visse quell’epoca fortunata, fatta di sacrifici, viaggi, amori, incontri, tanto teatro, miseria e nobiltà… attraversando insieme buona parte del ‘900. Nella casa museo di Dolores, La Bohème spalanca la finestra sui ricordi degli anziani artisti, dei tempi in cui anche loro interpretarono l’opera di Puccini in prosa, insieme alle tante rivisitazioni di celebri autori, in mezzo alla messa in scena di una vita fatta di acrobazie…Lo spettacolo segue dunque una linea realistica, intrecciata con quella surreale attraverso il tema del ricordo, frammenti di vita e d’arte di quel tempo. Un quadro fatto di tutti i colori naturali della vita, tra risa e pianti, con quella particolare pennellata che solo il teatro sa regalare alla nostra esistenza.

FABIO POSTIGLIONE

Nato a Napoli nel 1981, Fabio Postiglione aveva mosso i primi passi della sua carriera giornalistica nella sua città natale prima di approdare alla prestigiosa redazione milanese del Corriere della Sera. La sua vita si è interrotta tragicamente in un incidente stradale sulla tangenziale Est di Milano, di ritorno dal lavoro in sella alla sua moto. Era sposato con la giornalista Mediaset Valentina Trifiletti, originaria di Novara di Sicilia: un luogo che grazie a lei aveva imparato ad amare, tanto da sentirsi un novarese d’adozione. Cronista di razza, aveva iniziato la sua carriera al quotidiano “Il Roma” di Napoli, diventando giornalista professionista nel 2009. Si è sempre occupato di cronaca nera e giudiziaria, un settore che a Napoli lo ha esposto a rischi personali, subendo intimidazioni da parte dei clan camorristici di cui raccontava le vicende. Successivamente, era passato al Corriere del Mezzogiorno, assumendo nel 2019 il ruolo di responsabile dell’edizione lucana. L’anno seguente, il trasferimento a Milano, nella storica redazione di via Solferino del Corriere della Sera, un traguardo ambito da ogni giovane giornalista. Fabio aveva raggiunto questo obiettivo mantenendo intatta la passione e l’entusiasmo degli esordi, come ricordano con affetto i numerosi colleghi che oggi lo piangono. Dietro la sua scrivania, un’immagine di Maradona e i colori del Napoli testimoniavano il suo amore per la squadra, che seguiva allo stadio appena possibile. Sull’avambraccio, un tatuaggio dedicato a Diego.

LA FILOSOFIA DEL NOV’ARIA FESTIVAL

Il Nov’Aria vuole contribuire a creare un terreno di riflessione, di studio e di produzione artistica, che metta al centro il patrimonio culturale, la comunità novarese e l’incontro tra vecchi e nuovi residenti, senza dimenticare l’apporto fondamentale degli emigranti. Il progetto sta aprendo collaborazioni con partner e Università per lo studio del territorio e lo sviluppo di una metodologia di produzione e divulgazione culturale. Nel corso di ogni edizione il festival ha acceso i riflettori su diversi luoghi di interesse archeologico, tra questi la Rocca Salvatesta, Castello d’Orlando, accompagnandone la narrazione e invitando la cittadinanza a riappropriarsi della propria cultura e delle origini.

PARTNER

Tra i partner del Nov’Aria Festival c’è il Birrificio Messina, produttore della Birra dello Stretto, protagonista di una storia unica di riscatto e lavoro; Valdemone Festival, storico festival di teatro di strada, che quest’anno si terrà dal 22 al 24 agosto ad Isnello (PA); Feudo Solarìa azienda con vigneti in Rodì Milici, Falcone e Pace del Mela – Cantine in Milazzo fondate nel 1887 dalla famiglia Grasso.

NOVARA DI SICILIA (ME)

Novara di Sicilia è un Comune situato a 650 mslm in provincia di Messina, tra i Monti Peloritani e i Nebrodi, un borgo dalla storia antica, isola linguistica galloitalica. Un luogo che vanta un grande patrimonio architettonico, paesaggistico e culturale, testimoniato dalla Rocca Salvatesta, dal Riparo della Sperlinga, risalente al mesolitico, dalle chiese e dai palazzi del centro, dal settecentesco Teatro Riccardo Casalaina, dai percorsi escursionistici e dalle tradizioni religiose e civili. Sopra tutte la Processione della Madonna Assunta la notte del 15 agosto, che quest’anno avrà il suo apice nella Solenne Apoteosi, plastica raffigurazione di Maria Regina dei Santi, che nel numero di quindici le faranno corona in Piazza Michele Bertolami. Nel 2022 il Comune ha vinto il “Bando Borghi” del PNRR, nuova opportunità di sviluppo e rigenerazione per il territorio.

Novara di Sicilia è inserita nei LUOGHI DEL MITO E DELLE LEGGENDE con il Mito dei Ciclopi nella Carta regionale dei Luoghi dell’Identità e della Memoria della Regione Siciliana. In paese è stato da poco inaugurato il MANOS – Museo Archeologico di Novara di Sicilia, che consente di riportare a casa, esporre e rendere fruibili molti reperti preistorici, ritrovati presso il Riparo Sperlinga e fino adesso custoditi nel Parco Archeologico delle Isole Eolie.

Per info www.comunedinovaradisicilia.me.it

#NovariaFestival #TiAmoComeUnPaese per i tag sui social.

Facebook: NovariaFestival

Instagram: @NovariaFestival 8Mail:

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