Alle Gallerie d’Italia in via Toledo nel Palazzo del Banco di Napoli – splendido esempio di architettura razionalista di Marcello Piacentini – da non perdere assolutamente la Mostra “DONNE NELLA NAPOLI SPAGNOLA. UN ALTRO SEICENTO”, visitabile fino al 22 marzo 2026.

Per la prima volta una Mostra che si concentra sul ruolo che le donne hanno avuto nell’Arte e nella Cultura partenopea del XVII secolo, un altro Seicento dal punto di vista femminile, donne artiste e donne di potere che hanno contribuito a plasmare la cultura di un secolo.
Una Mostra molto interessante anche perché, nonostante il crescente interesse per le questioni di genere, questo tema è stato finora poco approfondito.
Un progetto scientifico di grande impegno, anche nei suoi aspetti organizzativi, che apre nuove prospettive di ricerca in un campo ancora poco esplorato.
Finalmente si fa luce su straordinarie figure femminili – di grande valenza e importanza – che hanno vissuto la Napoli spagnola del Seicento: donne di potere, letterate, mecenati, religiose carismatiche, mediche, speziali, artigiane, artiste – pittrici, cantanti, donne di teatro, miniaturiste, scultrici.
Questa rassegna così riporta all’attenzione di un pubblico più vasto storie e protagoniste importanti, finora solo oggetto di ricerca specialistica, mentre ci si è a lungo concentrati sull’unica Artemisia Gentileschi – celebrata di recente alle Gallerie d’Italia (2022-2023). La Mostra si apre con le rare opere di Fede Galizia e Lavinia Fontana, giunte a Napoli negli anni di Caravaggio: artiste “forestiere” in una città di grande cultura definita da fitte reti commerciali, collezionistiche e sociali.
Un momento cruciale, per ragioni politiche e culturali, e rappresentato dal soggiorno in città dell’infanta Maria d’Austria (1630), evocato dal ritratto di Velazquez proveniente dal Prado e dalla celebre “Donna Barbuta”, Maddalena Ventura, ritratta da Ribera nel 1631 come pittore di corte.
E’ il momento in cui approdano a Napoli Artemisia Gentileschi – qui rappresentata da opere mai viste in Italia – e Giovanna Garzoni, mentre la napoletana Diana Di Rosa, detta Annella di Massimo, emerge come autentico alter ego della Gentileschi.
Una sezione speciale è dedicata a due “dive” del Seicento: Andreana Basile, la cantante più contesa dalle corti italiane, e Giulia Di Caro, protagonista di una sorprendente ascesa sociale da meretrice a impresaria teatrale.
Accanto ai nomi famosi trovano spazio figure meno note, come Teresa Del Po, miniatrice e incisora, e Caterina De Julianis, ceroplasta, presentata in dialogo con la scultrice andalusa Luisa Roldan: segno della vitalità di una comune cultura figurativa mediterranea.
E infine il Capolavoro!!!
Nella collezione permanente delle Gallerie d’Italia di Napoli si trova il “Martirio di Sant’Orsola” l’ultima opera di Caravaggio, datazione 1610 dipinta poco prima della sua morte. A Napoli preziosamente custodita, in un allestimento che ne valorizza la drammaticità, il pathos e la profondità cromatica suscitando in tutti noi una grande emozione.
(Angela Saja)

































