PNRR Inclusione sociale a Messina: speso poco più del 10% delle risorse disponibili.
Dall’analisi dei dati della piattaforma OpenPNRR sui progetti del Comune di Messina afferenti al tema Inclusione sociale emerge un dato preoccupante: a fronte di oltre 25 milioni di euro assegnati, la spesa effettivamente sostenuta si ferma a circa 2,5 milioni, pari a poco più del 10% del totale. Lo segnala la Cgil Messina che evidenzia i ritardi nell’utilizzo di risorse importanti per contrastare povertà sociali e potenziare servizi.

Nel dettaglio, i progetti PNRR dedicati a inclusione sociale, povertà, disabilità e servizi di prossimità ammontano complessivamente a circa 25 milioni di euro. Tuttavia, la spesa certificata riguarda solo pochi interventi, concentrati in particolare sulla riqualificazione di impianti sportivi e su singoli progetti di co-housing, mentre la gran parte delle misure sociali risulta ancora ferma allo 0% di avanzamento finanziario. Fa eccezione il Pattinodromo di Fondo Fucile, con una spesa pari a circa il 30%, e la riqualificazione dello stadio “Giovanni Celeste”, che supera il 43% di pagamenti. All’opposto – rileva la Cgil Messina – interventi cruciali come Housing First, Stazioni di posta per persone senza dimora, percorsi di autonomia per persone con disabilità, sostegno alla genitorialità e servizi domiciliari non registrano, ad oggi, alcuna spesa significativa.
«Siamo di fronte a un ritardo grave – evidenzia il generale della Cgil Messina, Pietro Patti – perché le risorse PNRR per l’inclusione sociale dovrebbero rispondere alle emergenze reali della città: povertà, marginalità, disabilità, non autosufficienza. Invece, alla scadenza del Piano di giugno 2026, oltre il 90% delle risorse sociali è ancora bloccato».
Per la Cgil è indispensabile un cambio di passo immediato. Una città con povertà strutturali, come evidenziato anche dall’ultimo rapporto Caritas, non può permettersi di perdere queste risorse. “È auspicabile conoscere – prosegue Patti – come l’Amministrazione intenda procedere attivando un cronoprogramma pubblico e il coinvolgimento delle parti sociali”.
Il rischio concreto – evidenzia la Cgil Messina – è che fondi destinati a chi è più fragile vengano spesi in ritardo o, peggio, non spesi affatto.



