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Galleria PROgetto CITTÀ e Museo EPICENTRO, L’Arte di Barcellona sbarca a Firenze: IL TIROCINIO D’ECCELLENZA DI GIULIA FOTI

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Un ponte tra l’Università di Firenze e la città del Longano per promuovere il patrimonio contemporaneo e l’eredità di Nagasawa.

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Non è solo un bilancio di fine tirocinio, ma una vera e propria operazione di “diplomazia culturale” quella che ha visto protagonisti la Galleria PROgetto CITTÀ e il Museo Epicentro. Per due mesi, la città del Longano è diventata l’officina di ricerca per l’Università degli Studi di Firenze, segnando un nuovo capitolo nella promozione dell’arte contemporanea locale a livello nazionale.

​La tirocinante Giulia Foti, sotto la guida del Tutor Universitario Prof. Francesco Guzzetti e del Tutor Aziendale Prof. Arch. Rosario Andrea Cristelli, ha immerso la propria ricerca nelle oltre 900 mattonelle in cotto che rendono il Museo Epicentro un unicum in Italia. Fondato nel 1994 da Nino Abbate, il museo è oggi riconosciuto dal Ministero della Cultura come “Luogo del Contemporaneo”, un titolo condiviso proprio con la Galleria PROgetto CITTÀ.

​Il lavoro di catalogazione e analisi museologica ha attraversato decenni di storia dell’arte, dal Realismo all’Arte Povera, mettendo in luce l’immenso valore di una collezione che vanta firme del calibro di Enzo Mari ed Ettore Sottsass.

​Uno dei punti nodali della ricerca ha riguardato il rapporto tra l’arte e il paesaggio siciliano. L’attenzione si è focalizzata sull’opera di Hidetoshi Nagasawa, con un’analisi inedita del Giardino di Proserpina nel Parco Urbano “Maggiore La Rosa”. Un’opera monumentale dove la pietra lavica dell’Etna e il marmo di Billiemi si fondono nel mito, di cui Nino Abbate ha fornito contributi e testimonianze fondamentali sul legame profondo con il maestro giapponese.

​Il percorso formativo non si è limitato al passato, ma ha documentato la viva attualità del Museo Epicentro. Riflettori accesi sulle recenti performance di Nino Abbate, come l’installazione “La voce del Silenzio”, un’opera di forte impatto sociale dedicata al dramma dei bambini a Gaza e al rifiuto della guerra.

​Soddisfatto il Prof. Arch. Rosario Andrea Cristelli, già direttore del museo, che ha evidenziato come questa sinergia abbia “consolidato le competenze nella tutela dei beni artistici, arricchendo la comunità con nuove testimonianze scritte e promuovendo la realtà di Barcellona Pozzo di Gotto in uno dei più prestigiosi atenei italiani”.

​L’esperienza di Giulia Foti dimostra che la provincia siciliana può e deve essere centro pulsante di ricerca scientifica, capace di dialogare con le grandi istituzioni accademiche e di esportare bellezza e competenza oltre lo Stretto.

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