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BENZINAI VESSATI a Barcellona, in 10 PARTE CIVILE nel processo contro i DUE CAPORALI

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Si è aperto ieri davanti al giudice Silvia Spina, con la costituzione di parte civile di dieci dipendenti su undici, il processo con giudizio immediato nei confronti degli imprenditori Maurizio Sebastiano Marchetta e Salvatore Biondo, entrambi 56enni di Barcellona, che ieri, difesi dai legali Nino Aloisio e Ugo Colonna, hanno scelto di non comparire in Aula.

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I due sono accusati, in concorso tra loro, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato, nei confronti di 10 lavoratori su 11 – un solo benzinaio non si è costituito parte civile – impiegati nella stazione di servizio di Viale Sicilia gestita dalla società “Sikelia Oil” s.r.l..

Secondo la ricostruzione investigativa, Marchetta — presidente del Cda della Sikelia Oil a partire dal 1° dicembre 2022, legale rappresentante fino al 1° agosto 2023 e successivamente amministratore di fatto, oltre che proprietario del 25 per cento delle quote — avrebbe gestito la stazione di rifornimento di viale Sicilia, a Barcellona, insieme al socio Biondo. Quest’ultimo, legale rappresentante dal 1° agosto 2023 e amministratore di fatto, sarebbe stato inoltre il referente diretto dei dipendenti, in particolare degli addetti alle colonnine di erogazione del carburante. Entrambi sono accusati di avere impiegato lavoratori in condizioni ritenute non regolari, con turni superiori e retribuzioni ridotte rispetto agli standard previsti. Alla luce degli elementi raccolti – il Tribunale del Riesame ha confermato gli arresti domiciliari per i due indagati, per i quali permane l’obbligo del braccialetto elettronico e il divieto di allontanarsi dalle rispettive abitazioni senza autorizzazione. È inoltre fatto divieto di comunicare con persone diverse da conviventi o assistenti.

Un’indagine che dopo la coraggiosa denuncia nel 2023 di uno dei dipendenti licenziati è andata avanti anche con intercettazioni telefoniche e ambientali delle Fiamme Gialle.

In più occasioni i dipendenti avrebbero incontrato Marchetta e Biondo manifestando loro le rimostranze e il malcontento soprattutto per le trattenute giustificate da ammanchi di cassa, per non aver ricevuto il pagamento degli straordinari e dei permessi mai goduti. Ma i due amministratori, sostiene l’accusa, “erano soliti rispondere testualmente “se vi piace è cosi. Se non vi piace, siete liberi di andarvene”.

Il processo proseguirà il prossimo 3 febbraio e il 10 febbraio con le testimonianze di due dipendenti e dei militari della Guardia di Finanza, che hanno condotto indagini dettagliate su delega della Procura di Barcellona diretta da Giuseppe Verzera.

(Giovanni Luca Perrone)

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