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RAPINE tra Ucria, Capo d’Orlando e Sant’Agata: LATITANTE PRESO in hotel NEL REGGIANO

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Si era reso irreperibile dal luglio del 2025, dopo che la Corte di Cassazione aveva reso definitiva la sua condanna per una lunga scia di reati predatori commessi tra Palermo e Messina. La sua fuga è terminata ieri mattina, 26 gennaio, quando i carabinieri della Stazione di Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia, lo hanno rintracciato e arrestato all’interno di una struttura ricettiva locale. L’intervento è scattato intorno alle 11.30
I militari, su input della centrale operativa della Compagnia di Guastalla – allertata dai sistemi informatici di controllo sugli ospiti delle strutture alberghiere – si sono recati nell’hotel per un controllo d’iniziativa. Durante le procedure di identificazione, i sospetti dei carabinieri hanno trovato conferma: l’ospite, un 57enne originario di Messina e senza fissa dimora, era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti.

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L’uomo era ricercato per una serie di gravissimi episodi avvenuti tra il 16 ottobre 2016 e il 12 gennaio 2017. Secondo quanto accertato dalle indagini, il 57enne faceva parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate, furti in abitazione e tentati furti. I colpi erano stati messi a segno in diverse località tra le province di Messina e Palermo, tra cui Ucria, Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello, Lascari e Termini Imerese.
Il percorso processuale ha visto la prima condanna emessa dal Tribunale di Patti il 3 marzo 2022, confermata dalla Corte d’Appello di Messina il 15 settembre 2023. Il verdetto è diventato irrevocabile il 2 luglio 2025, quando la Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’uomo. Da quel momento, il 57enne si era sottratto alla cattura, diventando formalmente un ricercato. Dopo il fermo in hotel, l’uomo è stato condotto presso la caserma di Cadelbosco Sopra per le formalità di rito. Al termine delle operazioni, i carabinieri lo hanno trasferito nel carcere di Reggio Emilia, dove dovrà espiare la pena residua di 4 anni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di duemila euro.

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