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Emergenza Sicilia, la Regione abbandona il Ponte per danni ciclone Harry e Niscemi

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L’Assemblea Regionale Siciliana ha spostato ingenti risorse FSC destinate al Ponte sullo Stretto di Messina per fronteggiare l’emergenza provocata dal ciclone “Harry” e dagli eventi calamitosi che hanno colpito il Comune di Niscemi.

Il provvedimento, con il parere contrario del Governo, è stato approvato con voto segreto da 32 voti favorevoli e 24 contrari, sancendo una chiara presa di posizione dell’Aula a favore della tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini colpiti dai recenti eventi calamitosi.

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L’Ordine del Giorno n. 505 chiede in particolare di destinare i 5,3 miliardi di euro Fsc previsti come cofinanziamento regionale per il Ponte sullo Stretto a un programma straordinario di interventi per la ricostruzione, il risanamento ambientale, la messa in sicurezza del territorio e il ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone Harry, oltre a individuare le risorse necessarie per gli interventi urgenti nel Comune di Niscemi.

“L’approvazione di questo Ordine del Giorno – dichiara il capogruppo Cateno De Luca – rappresenta un segnale di responsabilità verso i territori colpiti dal ciclone Harry e dall’evento calamitoso di Niscemi. Con 32 voti favorevoli contro 24 contrari, l’Assemblea Regionale Siciliana ha scelto di mettere al centro la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio, indicando una priorità chiara: prima la ricostruzione, prima la messa in sicurezza, prima le comunità ferite da questa emergenza.”

L’ODG presentato:

Riprogrammazione delle risorse FSC destinate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina per fronteggiare l’emergenza territoriale derivante dall’evento calamitoso del 19, 20, 21 di Gennaio 2026, ciclone Harry e dell’evento calamitoso del  Comune di Niscemi del 25 Gennaio 2026.

L’Assemblea Regionale Siciliana

Premesso che: – Nell’agosto 2023 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica CIPESS ha assegnato alla Regione Siciliana 6,6 miliardi di euro alla Regione Siciliana per interventi da realizzarsi in diversi assi e, specificatamente, per interventi di manutenzione ed assetto del territorio e delle infrastrutture, interventi quindi non finanziabili attraverso l’utilizzo di altre fonti finanziarie, quali, ad esempio, il PO-Fesr o il PNRR. – in data 27 maggio 2024 è stato sottoscritto l’Accordo per il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021–2027 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Presidenza della Regione Siciliana, volto a sostenere interventi strategici per lo sviluppo economico, sociale e territoriale dell’Isola; tale Accordo assicura alla Regione Siciliana una dotazione finanziaria, ridotta a 5,35 miliardi di euro rispetto all’originaria dotazione di 6,6 miliardi di euro, destinata al finanziamento di 580 interventi articolati cosi come di seguito espressi:

– La differenza delle risorse FSC assegnate alla Sicilia un ulteriore stanziamento pari a 1,3 miliardi di euro sono stati destinati quale cofinanziamento regionale per il progetto di realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina; – Inoltre, lo stato ha destinato fondi FSC originariamente indirizzati alle medesime finalità di manutenzione ed infrastrutturazione dei territori locali, sia dall’accordo di coesione con la Regione Calabria (300 milioni) sia dalla quota in diretta gestione governativa  3,88 miliardi di euro (aumentati rispetto ai 2,3 miliardi iniziali), per un totale di FSC destinati al ponte sullo stretto pari a 5,44 miliardi di euro.

Considerato che: – nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026 il territorio della Regione Siciliana è stato interessato da un evento meteorologico di eccezionale intensità, riconducibile al ciclone denominato “Harry”, che ha colpito duramente numerose aree dell’Isola, determinando una condizione di grave emergenza e diffusa devastazione territoriale, caratterizzata da frane, allagamenti, dissesti idrogeologici, interruzioni della viabilità, e ingenti dannialle infrastrutture pubbliche e private, nonché significative ripercussioni sul tessuto economico e produttivo regionale; – i danni arrecati dal ciclone hanno ulteriormente aggravato condizioni di fragilità strutturale del territorio siciliano, già caratterizzato da criticità storiche, sotto il profilo della sicurezza idrogeologica e della manutenzione delle infrastrutture, ampiamente certificate dai vari piani dell’assetto idrogeologico (PAI); – appare, pertanto, indispensabile intervenire con tempestività mediante un programma straordinario di ricostruzione, risanamento e messa in sicurezza del territorio, al fine di garantire la tutela dell’incolumità pubblica, il ripristino dei servizi essenziali e la continuità delle attività economiche e sociali; – da una prima stima dei danni che ammonta ad oltre due miliardi di euro di cui: circa un  miliardo di euro per salvaguardare la pubblica e privata incolumità e il ripristino delle infrastrutture distrutte dall’evento in questione; oltre un miliardo di euro per realizzare le infrastrutture di mitigazione del rischio di erosione delle coste; oltre 100 milioni di euro per ristori ai privati e agli operatori economici; Con deliberazione della Giunta regionale n. 25 del 22 gennaio 2026, il Governo regionale ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale in conseguenza degli eventi meteorologici avversi che hanno interessato il territorio della Regione Siciliana nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026. Con la medesimadeliberazione è stato altresì disposto lo stanziamento di 50 milioni di euro per far fronte all’emergenza. – Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 26 gennaio 2026, ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per le regioni Sicilia, Calabria e Sardegna, duramente colpite dal ciclone Harry, stanziando solamente 100 milioni di euro per i primi interventi urgenti, con una prima tranche di 33 milioni destinata specificamente alla Sicilia. Né la Regione Siciliana né lo Stato hanno finora indicato le modalità di reperimento delle ulteriori risorse, superiori a 2 miliardi di euro, necessarie per ripristinare la normale vivibilità nei territori siciliani. – L’evento calamitoso del 25 gennaio 2026, che ha interessato il comune di Niscemi, è ancora in attesa dei provvedimenti da parte della Regione Siciliana e dello Stato, anche per quanto riguarda la quantificazione dei costi e la relativa copertura finanziaria.

Ritenuto che: la sopravvenienza di eventi calamitosi di eccezionale gravità impone una complessiva rivalutazione delle priorità di spesa, orientando l’utilizzo delle risorse pubbliche verso interventi di carattere urgente e indifferibile, strettamente connessi alla tutela dell’incolumità dei cittadini e alla salvaguardia del territorio; in tale contesto, una riprogrammazione delle risorse FSC, e in particolare della quota di 1,3 miliardi di euro destinata al cofinanziamento regionale del Ponte sullo Stretto, consentirebbe di destinare risorse significative e immediatamente disponibili agli interventi necessari per fronteggiare l’emergenza in atto; tale scelta risponderebbe a criteri di responsabilità istituzionale, di tutela dell’interesse pubblico e di prossimità ai bisogni concreti delle comunità siciliane gravemente danneggiate dai recenti eventi calamitosi;

Impegna il Governo della Regione a procedere con la massima urgenza, a una riprogrammazione delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021–2027, al fine di adeguare le priorità di spesa alle gravi e straordinarie conseguenze prodotte dagli eventi calamitosi verificatisi nel mese di gennaio 2026; a destinare, nello specifico, la somma di 1,3 miliardi di euro, originariamente prevista per interventi di assetto del territorio e manutenzione delle infrastrutture, e successivamente alla sottoscrizione dell’accordo di coesione tra il Governo e la Regione Siciliana del maggio 2024 posti quale cofinanziamento regionale per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, al finanziamento di un programma straordinario di interventifinalizzati alla ricostruzione, al risanamento ambientale, alla messa in sicurezza del territorio e al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone “Harry”; – ad impegnare il governo nazionale ad utilizzare, per le medesime finalità di ricostruzione a seguito del ciclone Harry, anche quelle risorse di FSC del ciclo programmazione 2021-2027, sottratte sia alla Regione Calabria, per un importo pari a 300 milioni di euro, che quelle sottratte alla gestione governativa per le medesime finalità di manutenzione ed infrastrutturazione dei territori, che ammonta ad euro 3,88 miliardi di euro; – a individuare e reperire, nei termini e con le modalità più idonee, le risorse finanziarie necessarie per garantire la piena copertura degli interventi urgenti e di ricostruzione a seguito dei danni causati dall’evento calamitoso del 25 gennaio 2026 che ha interessato il comune di Niscemi, al fine di assicurare il ripristino della normale funzionalità dei servizi e della vivibilità del territorio colpito.

Palermo, 27/01/2026

​​​​​​​​On. Cateno De Luca

On. Giuseppe Lombardo

On. Matteo Sciotto

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