Tra musica classica e impegno civile, presentato l’ultimo romanzo dell’artista poliedrico. Una storia di violenza e rinascita che diventa manifesto universale di libertà.

C’è una forza ancestrale che attraversa le colline siciliane, una forza che non accetta il silenzio nemmeno dinanzi all’orrore. È la forza di Angela Normanno, la protagonista dell’ultimo, intenso romanzo di Giuseppe Messina (Ediz. Pagine, 2025), presentato nei giorni scorsi in un’atmosfera di rara suggestione presso l’Auditorium del Parco “Maggiore La Rosa” a Barcellona Pozzo di Gotto.

L’evento, aperto dal Presidente dell’Associazione Culturale “FilicusArte” Giuseppe Giunta, è stato molto più di una presentazione letteraria. È stato un viaggio sensoriale ed emotivo, scandito dalle note del mezzosoprano Tiziana Filiti e del chitarrista Alessandro Monteleone, che hanno trasportato il pubblico tra le pieghe delle culture spagnola e siciliana. Alla manifestazione hanno preso parte anche gli Assessori Angelita Pino e Roberto Molino, portando il saluto di un’Amministrazione Comunale vicina alle tematiche sociali toccate dall’opera.
A tratteggiare la figura di Giuseppe Messina è stata la sua biografa, Maria Torre, che ha ripercorso la vita avventurosa di un uomo che ha attraversato il ’68 romano per poi tornare in Sicilia e fondare presidi di pensiero come il “Movimento per la Divulgazione Culturale”. Dalla casa-museo Oikos Museion – dove sculture monumentali sfidano il tempo – fino alle medaglie d’oro del Senato e della Presidenza della Repubblica, Messina si conferma un artista che usa pittura, scultura e scrittura come armi di civiltà.

Il cuore della serata è stato il dialogo tra l’autore e la scrittrice Graziella Lo Vano. Il romanzo, anticipato in copertina da un potente nudo femminile dipinto dallo stesso Messina, narra la storia di Angela, una ragazza rapita e violata. Ma, come sottolineato durante l’incontro, il libro non si ferma al resoconto del trauma: è la celebrazione dell’autodeterminazione. Angela sceglie un destino difficile, ma suo; un destino di libertà e dignità.
”Messina lancia un messaggio disperato e utopico: quello di una giustizia finalmente realizzata, dove i buoni trionfano sui cattivi”, è stato ribadito durante la presentazione.
La scrittura di Messina è piana, quotidiana, capace di arrivare a tutti con la forza di un grido. In un’epoca segnata dall’indifferenza borghese, la storia di Angela Normanno agisce come un manifesto di un’umanità che non tollera più la sopraffazione. Messina non fa arte per consolazione, ma per “fare discorso sul mondo”, trasformando la cronaca dei nostri volti e dei nostri paesaggi in una visione universale di giustizia. Un’opera necessaria, che si legge d’un fiato, lasciando nel lettore la consapevolezza che, nonostante la violenza, l’anima indomita non può essere spezzata.



