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Messina, ABBANDONO’ IL CANE sui colli e non fu ritrovato: CONDANNATO A 4 MESI DI ARRESTO

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Una triste storia giunge da Messina. Un uomo quattro anni fa abbandono’ un cane, vicino a un ex deposito di armi in località Portella Castanea nell’area chiamata Capo Inglese in una zona periferica della città dello Stretto. Il 52enne L.L. adesso dovrà scontare 4 mesi di arresto, pena sospesa, per abbandono e maltrattamento di animali domestici. È quanto deciso dal giudice Giovanni Grasso che ha anche disposto il sequestro dell’auto. Al padrone insensibile era stata applicata in precedenza la messa alla prova ma, non essendosi mai presentato all’ufficio dell’Ulepe per scontare la pena con servizi di pubblica utilità, il giudice monocratico ha trasformato la misura in 4 mesi di arresto.

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La polizia municipale grazie alle immagini delle telecamere (che erano state installate dall’amministrazione comunale) aveva potuto ricostruire l’accaduto risalente al 30 gennaio 2022.

L’uomo giunto sul luogo a bordo della sua auto, si è prima liberato di un sacchetto di spazzatura gettandolo tra la vegetazione e poi, come se nulla fosse, ha aperto il cofano della vettura e fatto scendere un cane di media taglia di colore bianco con delle chiazze scure sui fianchi. Dopo aver chiuso il cofano, ha controllato che l’animale non lo seguisse, ed è andato via, senza lasciare nè cibo, nè acqua, ma solo una coperta. Il cagnolino è sceso dalla vettura e si è aggirato nell’area per alcune ore, sperando forse in un ritorno dell’uomo che lo aveva abbandonato. L’animale è, poi, scomparso senza tornare nella zona ripresa dalle telecamere, facendo perdere le sue tracce.

Nonostante le ricerche degli agenti della polizia municipale e delle associazioni animaliste del cagnolino non si ebbero più notizie. Le indagini portarono all’individuazione dell’uomo che ha abbandonato il cagnolino, che fu identificato dai carabinieri, denunciato per deposito selvaggio dei rifiuti e deferito all’Autorità giudiziaria per abbandono e maltrattamento di animali. Nel processo, l’avvocato Rossella Guglielmo, difensore d’ufficio, ha contestato le immagini sostenendo non davano la certezza che si trattava del suo assistito. Il giudice monocratico Grasso ha invece accolto la tesi dell’accusa che aveva chiesto di trasformare la messa alla prova in 4 mesi di arresto.

(Giovanni Luca Perrone)

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