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Città Metropolitana di Messina: a Palazzo dei Leoni tavolo tecnico interistituzionale per la tutela dei laghi di Ganzirri e Faro

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Più controlli e sistemi di vigilanza a tutela del delicato ecosistema della Riserva di Capo Peloro.

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Si è svolto ieri mattina a Palazzo dei Leoni il tavolo tecnico interistituzionale convocato dalla Città Metropolitana di Messina per affrontare le criticità legate alla navigazione, allo stazionamento delle imbarcazioni e alle attività presenti nella Riserva Naturale Orientata di Capo Peloro, con particolare attenzione ai laghi di Ganzirri e Torre Faro e ai canali di collegamento.

L’incontro, fortemente voluto e promosso dal Sindaco Metropolitano Federico Basile, ha coinvolto i principali enti impegnati nella tutela dell’area protetta. L’obiettivo è definire un percorso condiviso per salvaguardare e valorizzare gli ecosistemi lacustri e la riserva patrimonio di grandissimo valore ambientale della Città Metropolitana di Messina, proteggere la qualità delle acque e garantire la corretta gestione delle attività di molluschicoltura, fondamentali per l’habitat e l’economia locale e strettamente legate alla sicurezza alimentare e alla salute pubblica.

Per la Città Metropolitana erano presenti il Direttore Generale Giuseppe Campagna, il Capo di Gabinetto Lalla Parisi, l’esperto del Sindaco Metropolitano per le attività di supporto alla promozione e allo sviluppo dell’Area Integrata dello Stretto Ammiraglio Ispettore Capo Nunzio Martello, l’esperto del Sindaco Metropolitano Giuseppe Laface, il Dirigente della Direzione Ambiente Giovanni Lentini, la Direttrice della Riserva Maria Letizia Molino.

All’incontro hanno partecipato il Comandante della Capitaneria di Porto Capitano di Vascello Luciano Pischedda con il Luogotenente Maresciallo Carlo Pagliaro, il dirigente veterinario dell’ASP di Messina Salvatore Monaco, il dirigente responsabile per l’Area di Messina del Demanio Marittimo della Regione Siciliana Santo Campolo, il Comandante della Polizia Municipale Giovanni Giardina e, per la Polizia Metropolitana, il Sostituto Commissario Responsabile della Sezione Specialistica Giovanni Ruggeri.

Nel corso del confronto, sono stati illustrati i risultati delle verifiche dell’ASP di Messina, che pur evidenziando le criticità legate alla presenza di imbarcazioni con motori a combustione interna, potenziali fonti di contaminazione dell’ecosistema hanno confermato che, i controlli eseguiti con cadenza settimanale, non hanno ravvisato il superamento dei valori previsti dalle norme. Contestualmente sono stati presentati i dati del monitoraggio effettuato dalla Città Metropolitana e dagli altri enti, relativo alla presenza dei natanti nei laghi e nei canali.

Successivamente, il Comandante Pischedda ha illustrato i punti salienti che costituiranno le linee guida di un’ordinanza finalizzata alla regolamentazione della navigazione e della sosta dei natanti.

Rimane confermato il divieto assoluto di navigazione con motori tradizionali nei due laghi e nei canali di collegamento mentre sono in fase di programmazione da parte della Città Metropolitana l’installazione di sistemi di controllo degli accessi e di videosorveglianza.

Nell’ambito di una riorganizzazione logistica, il Comune di Messina sta individuando undici aree esterne ai laghi e ai canali per accogliere le imbarcazioni che non potranno più sostare all’interno della Riserva, assicurando la continuità delle attività di residenti e diportisti nel rispetto delle norme ambientali.

«L’odierno tavolo tecnico – ha dichiarato il Direttore Generale Giuseppe Campagna – rappresenta un passaggio importante e decisivo verso una gestione più rigorosa e consapevole di un’area di straordinario valore ambientale. Il rispetto delle regole, il rafforzamento dei controlli e la tutela sanitaria delle acque sono fondamentali per proteggere la salute pubblica e garantire la sostenibilità delle attività di molluschicoltura autorizzate. Il coordinamento tra le istituzioni è la chiave per raggiungere questi obiettivi ed il percorso intrapreso fa ben sperare affinché le primarie esigenze pubbliche possano coniugarsi con le altrettanto primarie esigenze dei privati che storicamente portano avanti le attività tipiche dei nostri laghi ».

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